Reggio: “scandaloso e fuorviante l’intervento di Ripepi”

Famiglia1-615x380“Trovo al quanto scandaloso e fuorviante l’intervento di Ripepi che si pone oggi come salvatore e bandiera della città, di una città, probabilmente, stereotipata e idealmente ipotizzata dallo stesso secondo i suoi stessi principi (per meglio dire dettami), una vana ricerca di porsi come politico “vate” (più in versione D’Annunziana che Dantesca, a dire il vero) all’insegna di una esagerata esaltazione del proprio ego. Lo stesso Ripepi è, infatti, lo stesso che faceva parte degli scorsi consigli comunali col gruppo di maggioranza, quella maggioranza che portava la città in questo stato di cose: una città che è fallita in tutte le sue sfaccettature, la città dove era più importante l’apparire dell’essere e che ha costretto, miseramente, le famiglie ad una assurda tassazione per ripianare le disfatte gestionali” afferma in una nota Antonio Malara, segretario Sbarre Pd.  “Un Massimo Ripepi in grado anche di snaturare (per utilizzare un suo termine) il pensiero del proprio stesso partito, che ha manifestato in più occasioni, attaccando addirittura il Premier Renzi per la lentezza nelle operazioni, la necessità dell’istituzione di un registro Nazionale delle Unioni Civili e di ragionare sui diritti nei confronti della comunità LGBT.
Invitandolo al convegno del 23 Marzo a Roma indetto dalla Responsabile del Dipartimento Libertà Civili e Diritti Umani di Forza Italia Mara Carfagna, sulla tematica in favore delle unioni civili e dei diritti LGBT, se il suo partito ancora non lo avesse fatto, chioso ricordando al Dott. Ripepi gli articoli 7 e 8 della Costituzione:
– Art. 7: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

- Art. 8: Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Appare chiaro, infatti, come l’Italia sia uno stato laico ed il cristianesimo si professi in aule diverse rispetto a quelle del Consiglio Comunale, pur rispettando i principi di OGNI RELIGIONE. Più in generale – continua-  non DEVE per nessuna ragione passare il messaggio che Ripepi ed il centrodestra possano fungere da stampella per un centrosinistra che ha già di suo una maggioranza schiacciante in Consiglio Comunale: sia nei numeri che nella qualità. Il Consiglio Comunale ha, infatti, deciso di approvare la Mozione Ripepi non discutendo sulle scelte di ogni singolo soggetto nell’attribuzione del significato reale di famiglia, proprio in virtù di un significato laico della stessa, ma lasciando a tutti libero arbitrio sull’interpretazione dello stesso concetto. Questa è la differenza sostanziale – conclude-  fra la concezione di Ripepi, che usa questi argomenti anche fuori dalla mera ideologia solo per ripagare il proprio ego, e chi non la pensa come lui, ma accetta tutte le forme di pensiero filosofico sul concetto di famiglia.