Reggio, reperti archeologici abbandonati ad Architettura. La replica dell’Università: “c’è un progetto per valorizzarli”

reperti archeologici abbandonati (6)Ringraziamo le immagini scattate da Simone Pizzi perché offrono l’occasione di presentare un progetto avviato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dal Dipartimento di Architettura e Territorio per la valorizzazione del patrimonio architettonico avuto in deposito. Quei “preziosi e antichissimi reperti archeologici” non giacciono abbandonati e alla mercé di tutti – come qualcuno ha voluto polemizzare – ma sono stati collocati in un’area protetta da telecamere e successivamente sono stati oggetto di un’accurata documentazione e catalogazione“. Lo affermano, in una nota, il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria Pasquale Catanoso e il prof. Carmelo Malacrino, Docente di Storia dell’architettura antica e medievale, Dipartimento dArTe, replicando così all’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata.

reperti archeologici abbandonati (1)Inoltre – proseguono il rettore Catanoso e il prof. Malacrino – il materiale ritratto nelle immagini è solo una piccola parte del patrimonio architettonico attualmente depositato in Ateneo, già efficacemente protetto ed esposto in chiave didattica nell’Atelier della sede universitaria. L’obiettivo finale è la presentazione di tutti i pezzi in un suggestivo allestimento che possa implementare l’offerta museale reggina. L’idea, già presentata in vari convegni, è quella di un primo Museo della Città di Reggio Calabria nel quale illustrare, tramite testi, immagini e ricostruzioni, la complessa evoluzione storica e urbana della città. Giudicare un lavoro in corso, nel quale tante persone si stanno impegnando con entusiasmo per un risultato da condividere, appare alquanto sterile. Sarebbe bastato informarsi. L’auspicio, per il futuro, è quello di ricevere contributi più costruttivi“.

reperti archeologici abbandonati (2)Prendiamo atto della replica dell’ateneo e – con soddisfazione – dell’esistenza di un progetto così ambizioso per la città di Reggio Calabria. Dopotutto il fatto che i reperti siano stati accuratamente catalogati, e che nella zona in cui giacciono all’aria aperta sia monitorata dalle telecamere, non può giustificare le condizioni dei reperti semplicemente documentate con una serie di fotografie (a corredo dell’articolo) che con spirito assolutamente costruttivo abbiamo voluto segnalare nell’articolo di ieri in cui auspicavamo un intervento per tutelare e valorizzare questi beni così preziosi. E’ ciò che facciamo – da giornalisti – quotidianamente per problemi, disagi, disservizi o criticità del territorio, fornendo un servizio utile non solo ai cittadini che possono inviare le loro segnalazioni, ma anche alle autorità competenti che possono così avere un quadro dei problemi da risolvere. Senza alcuna polemica, abbiamo pubblicato una segnalazione che ha sollevato un problema a cui oggi l’Università risponde illustrando un progetto, ben più ampio, in cui questi beni potranno finalmente essere valorizzati come meritano. Bene così.