Reggio, a Piazza Camagna si è celebrato l’extravergine di qualità

20150328_111006Sabato 28 marzo 2015, a Piazza Camagna (RC), il Conasco –organizzazione di produttori olivicoli – ha organizzato “Olio in Piazza”, l’appuntamento annuale per parlare di olivicoltura e di olio di qualità. Tra le varie iniziative previste, nella mattinata, presso la saletta “Al gazebo”, si è tenuta la riflessione pubblica sul tema “Ripensiamo la nostra olivicoltura. Scommettiamo sull’extravergine!”, durante la quale in maniera diretta, attraverso relazioni e confronto, i produttori presenti hanno avuto la possibilità di cogliere spunti interessanti dai numerosi esperti che si sono alternati. L’attenzione, in questa edizione , è stata rivolta all’aspetto produttivo dell’olio extravergine, collegato a ricerca, sperimentazione, innovazione e assistenza tecnica ma soprattutto alla cooperazione tra aziende produttrici ed alla capacità di fare rete tra le organizzazioni olivicole presenti nel territorio, per imporsi sui mercati con masse critiche dalle quantità e qualità alte. Da qui la necessità da parte delle aziende olivicole di valutare, con priorità, il peso della qualità per contrastare le difficoltà legate alla crisi – individuando i punti di debolezza lungo la filiera su cui lavorare per garantire uno sviluppo alla produzione e la tutela del territorio, come ha evidenziato nel corso del suo intervento, Domenico Fazari, presidente ‘Primolio’ e consigliere delegato alla qualità del Conasco, e di promuovere extravergini certificati – i marchi DOP e IGP, in corso di riconoscimento, rappresentano uno strumento di competitività e di differenziazione del prodotto sui mercati- che a detta del presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola – consentono di caratterizzare e far uscire dall’anonimato l’olio reggino. Nonostante le tante le criticità con cui il settore ha dovuto misurarsi nell’ultima annata, è stato comunque ribadito che, con una gestione attenta delle cultivar autoctone del territorio, puntando su alcune zone di alta qualità – più che impiantare varietà dalle scarse rese perché non adattabili ai nostri terreni o pensare ad impianti intensivi incompatibili con le caratteristiche orografiche calabresi, – sia nel presente che i20150328_115712n prospettiva, l’olivicoltura in Calabria, ed in particolare nel reggino, può dare grandi soddisfazioni. Da qui la necessità di ripensare l’olivicoltura calabrese – incrementandone la competitività attraverso l’adozione di modelli olivicoli innovativi – e supportare la ricerca e la sperimentazione di campo, per la definizione e lo sviluppo di modelli colturali che garantiscano quantità e qualità dei prodotti, come è stato rilevato, per il proprio campo di competenza, dai professori Marco Poiana e Giuseppe Zimbalatti e Rocco Mafrica del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dal Dott. Pietro Toscano del Cra-Oli di Rende (Cs). Nel corso della mattinata sono intervenuti anche il presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa ed il consigliere regionale Alessandro Nicolò che hanno apprezzato l’iniziativa e ribadito il loro impegno. Interessante anche il contributo al dibattito della Dirigente Maria Rosaria Russo, dell’IPAA di Rosarno – tra gli istituti agrari con cui il Conasco collabora, realizzando corsi formativi e attività di assistenza dei propri agronomi per la corretta applicazione del Disciplinare Conasco per ottenere la certificazione dell’olio “Livatino” dell’azienda agricola della scuola. «Da imprenditore agricolo, so bene quali siano le problematiche del comparto – ha affermato il consigliere regionale Mauro D’Acri, delegato del Presidente Oliviero, a conclusione dei lavori – per questo cercheremo di agire per dare risposte concrete all’industria agroalimentare calabrese e alla nostra olivicoltura, sfruttando a pieno le risorse di cui disponiamo – quelle del Piano di Sviluppo Rurale e gli altri fondi comunitari – e investendo su ricerca e innovazione. È necessaria però una maggiore cooperazione tra le aziende calabresi – ed i PIF rappresentano un progetto strategico in tal senso perché consentono di realizzare le filiere e aggregazione al loro interno. I nostri prodotti di qualità vengono riconosciuti in tutto il mondo: dobbiamo avere più coraggio di imporci sui mercati e comunicare al meglio le nostre eccellenze». Il consigliere D’Acri, ha anche riferito di aver chiesto a Bruxelles di poter nell’immediato attivare le misure – a superficie, biologico, indennità compensativa, integrato – del Psr per tamponare la perdita di risorse che la nuova politica agraria causerà all’olivicoltura calabrese e ribadito l’urgenza di attivare la misura per il ripiano delle passività, per consentire al mondo agricolo di poter superare le attuali difficoltà nel settore finanziario e del credito. A precedere i diversi interventi, la presentazione – a cura del coordinatore tecnico Conasco, Alessandro Passalia – dei risultati della terza annualità del progetto CE 867/08 e s.m.i., che si pongono in continuità con le azioni realizzate nell’attuazione dei precedenti programmi comunitari per il miglioramento della qualità dell’olio extra vergine di oliva e mirano a potenziare la competitività della aziende olivicole socie nel rispetto dell’ambiente.