Reggio, per il Palazzo di Giustizia è ancora tutto fermo: le promesse di Renzi e la debolezza di Falcomatà

I lavori per il nuovo Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria erano iniziati nel 2004, l’opera è completa all’80% ma nel 2012 il fallimento della ditta che stava realizzando l’opera ha bloccato l’iter. E oggi è ancora tutto fermo

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Era maggio 2014, ormai quasi un anno fa, quando il governo Renzi istituiva la famosa “Cabina di Regia” per la Calabria: l’impegno degli ultimi esecutivi per completare il Palazzo di Giustizia di Reggio è stato profuso da tanti Ministri e Sottosegretari, ma fino ad oggi soltanto a parole. Prima il Ministro Cancellieri del governo Letta, poi Renzi in persona, tra 2013 e 2014 avevano rassicurato più volte la città. In un comunicato stampa di Palazzo Chigi, datato 22 agosto 2014, si leggeva che grazie al “tavolo tecnico di questa mattina a Palazzo Chigi verrà completato il Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria. Come preannunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi nella sua recente visita, l’opera viene ritenuta dal Governo di importanza strategica per la città e per la regione. La riunione, aperta con la condivisione dei presenti dell’importanza dell’opera di ultimazione del Tribunale, ha consentito di fare il punto sugli adempimenti necessari con l’obiettivo di procedere in tempi rapidi ai nuovi lavori. Si è deciso, infatti, di procedere non con un solo lotto di lavori, bensì con il completamento di tutta la struttura, attualmente realizzata solo all’80%, al fine di perseguire una razionalizzazione e maggiore efficacia dei servizi, oltre a considerevoli risparmi in termini di locazioni e spese di gestione“.

Palazzo GiustiziaDichiarazioni che scatenavano le polemiche e l’ira di Demi Arena, già Sindaco e allora assessore Regionale, che ci andava pesante: “parlano parlano, ma di fatti ancora nulla” (qui l’articolo completo). Nei mesi successivi sono cambiate tante cose, Oliverio e Falcomatà hanno vinto le rispettive elezioni e sono diventati Presidente della Regione Calabria e Sindaco di Reggio Calabria. Tutto più snello, adesso che i governanti di città, regione e governo sono dello stesso partito? Macchè. Siamo a metà marzo 2015 e nulla si muove.

Eppure un mese e mezzo fa, nella riunione del 28 gennaio, il CIPE  aveva approvato un finanziamento di 3 milioni di euro per il progetto di completamento del Nuovo Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria. A margine di quella riunione, il Sottosegretario Delrio aveva anche confermato l’istituzione del tavolo tecnico per Reggio Calabria, che sarà organizzato nei giorni successivi all’elezione del Presidente della Repubblica. Matterella è stato eletto il 31 gennaio, è passato un mese e mezzo ma il tavolo tecnico non è stato ne’ istituito ne’ organizzato.

Palazzo di GiustiziaE soprattutto il Palazzo di Giustizia continua ad essere una cattedrale del deserto: gli agenti atmosferici continuano a danneggiarlo ogni giorno ed è altissimo il rischio che, con il passare di tutto questo tempo, neanche i soldi già stanziati bastino al suo completamento perché bisognerà intervenire anche sulle opere già realizzate, che hanno già bisogno di manutenzione, abbandonate da anni dopo il fallimento della Bentini, la storica azienda romagnola che aveva vinto l’appalto bandito dal Comune nel 2004 quando il sindaco Scopelliti aveva ottenuto il finanziamento per l’opera dal governo Berlusconi

La ripresa dei lavori è molto lontana: bisognerà fare una nuova gara d’appalto, Falcomatà dopo il sopralluogo a gennaio aveva dichiarato che “entro il 2018″ l’opera sarebbe stata inaugurata, ma intanto il tempo passa e tardano ad essere avviate anche le procedure per portare alla ripresa dei lavori. Con un governo che si riempie la bocca di promesse su fatti poi sempre rinviati, e un Sindaco debole nei confronti dei vertici del suo stesso partito che governa l’Italia.