Reggio: messa in sicurezza del sottopassaggio pedonale di Lazzaro, lettera alle istituzioni

DSC00001 (Medium)“Atteso la persistente inattività dell’Ente comunale, a dire dell’ANAS competente ad intervenire, si chiede al Signor Presidente della regione Calabria e a S.E. il Signor Prefetto della provincia di Reggio Calabria di voler disporre il compimento degli atti relativi in sostituzione dell’Amministrazione comunale per rimuovere la situazione di rischio potenziale grave per l’incolumità pubblica, prodotto dalle infiltrazioni di acqua nel tetto del viadotto che a seguito delle piogge di questa notte ancora in corso sono divenute più abbondanti” scrive Vincenzo Crea, responsabile del comitato spontaneo “Torrente Oliveto”. “Atteso che le infiltrazioni in questione si sono manifestate a far data 2010, come da me segnalato e documentato nel corso degli anni anche con materiale fotografico e video, lasciano presumere che il perdurare del fenomeno senza adeguati interventi di accertamento e conseguenziale risoluzione tecnica abbia potuto condurre all’ammaloramento della struttura, quindi la sicurezza non sarebbe più garantita. Va ripetuto che il sottopassaggio – continua Crea- è utilizzato anche dai bambini dell’adiacente scuola elementare e dai ragazzi della vicina scuola media e che a fine anno 1999 e nel mese di aprile 2000 le infiltrazioni di acqua piovana hanno provocato il crollo di tutto l’intonaco solaio e pignatte del viadotto stradale lato mare e lato monte. Circostanza certificata da personale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria. In merito alla competenza dell’adozione dei provvedimenti sostitutivi in Capo alla Regione e alla Prefettura si richiama quanto comunicato dal Direttore del Dipartimento della Protezione Civile, prof. Mauro Dolce, interessato dal Comitato Torrente Oliveto circa la pericolosità del tratto di Ss 106 che attraversa l’abitato di Lazzaro, che con nota del 6/6/2008 diretta al Prefetto di Reggio Calabria, al Sindaco del Comune di Motta San Giovanni al Presidente della regione Calabria, all’ANAS Compartimento di Reggio Calabria e al Comitato Torrente Oliveto ha comunicato “”….si ricorda che, ai sensi della normativa vigente, in caso di effettivo  rischio per la pubblica incolumità, è il proprietario o gestore della struttura che determina il pericolo a dover provvedere agli interventi di messa in sicurezza e, nel caso di inadempienza, sono le Amministrazioni territorialmente competenti (Sindaco, in qualità di prima autorità di protezione civile, Prefettura e Regione) a dover intervenire eventualmente “in danno” del soggetto inadempiente”. La presente richiesta – conclude Crea-  è stata inoltrata anche alla Condirezione Generale Tecnica  dell’ANAS”.