Reggio: “l’Italia metta al centro la famiglia”

1623713_735741179825571_1282957094934494667_n“L’Europa ha tanti problemi da affrontare quotidianamente e dopo i disastri economici che ha creato non può imporci anche una sua visione della famiglia. In Italia c’è una Costituzione perfettamente integrata con la cultura politica del popolo e pretendiamo che questa venga rispettata e non venga stravolta da nessuno, soprattutto per quanto riguarda le questioni etiche e le politiche familiari.Per questo pensiamo che non dobbiamo europeizzare l’Italia ma italianizzare l’Europa. Abbiamo una posizione forte sulla famiglia. Abbiamo delle famiglie uniche, forse l’unico ‘prodotto’ italiano che non possa essere alterato o contraffatto, ma che anzi possiamo esportare come modello e come esempio valoriale” affermano in una nota Antonio Mazzocchi e Paolo Gelsomino dei Cristiano Riformisti. “Perché cambiare la nostra famiglia solo perché gli altri lo fanno? Quando abbiamo sostenuto pochi mesi fa lealmente il Partito Popolare Europeo, non lo abbiamo fatto per veder distruggere alle basi la famiglia tradizionale nel nostro Paese, ma anzi, semmai per rafforzarla, per chiedere una politica attenta alle giovani coppie, per il sostegno alla maternità, per un incentivo a costruire un futuro stabile e dare una mano a chi è rimasto indietro. Poi che nel partito e nel Paese ci sia un dibattito sulle coppie di fatto è giustissimo e legittimo, anzi sarebbe negativo se non ci fosse. È importante – continuano- però che a quel dibattito si partecipi senza alcuna volontà di vedere nelle posizioni conservatrici un pericoloso nemico da sconfiggere. Se vogliamo combattere insieme contro l’omofobia e le violenze di genere, possiamo farlo anche domattina. Se vogliamo combattere insieme e fare qualcosa per fermare le violenze contro i ragazzi che vengono quotidianamente pestantonio-mazzocchi 2ati e discriminati per la loro identità sessuale o vengono discriminati sui luoghi di lavoro, allora ci stiamo da cristiani ma soprattutto da riformisti. Ma questo è diverso dal voler smembrare la famiglia tradizionale basata sul matrimonio contemplata nella nostra Carta Costituzionale. Noi cattolici del centro destra -aggiunge- a differenza dei nostri colleghi di sinistra, siamo orgogliosi della nostra identità culturale e religiosa e del patrimonio valoriale e politico di cui ci sentiamo promotori ogni giorno negli enti locali e nel territorio. Per questo non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la testa, farci annettere o condizionare da tentazioni zapateriste di destra o sinistra che siano. La crisi economica che attraversa l’Italia e genera nella persona una percezione negativa del futuro; per la prima volta dal dopoguerra infatti, le giovani generazioni si aspettano un tenore di vita inferiore a quello dei loro padri. Il dovere dello Stato, per il tramite degli enti locali e territoriali, è quello di fornire servizi tanto più efficienti e tentare di attutire l’impatto sociale della crisi. Considerando la progressiva penuria di risorse in capo alle Pubbliche Amministrazioni, tutto il sistema dei servizi e delle assistenze deve essere ripensato e radicalmente riformato. Alleviare il peso sociale sulle famiglie migliorando e, ove possibile, ampliando i servizi e le assistenze, consentirà anche una maggiore capacità di spesa dei nuclei familiari, anche grazie ad una riconquistata fiducia nel futuro che potrà a sua volta favorire la ripresa dei consumi e quindi sostenere e catalizzare la crescita del Paese. Noi Cristiano Riformisti siamo orgogliosi della nostra identità culturale e del patrimonio valoriale e politico di cui ci sentiamo promotori ogni giorno negli enti locali e nel territorio. Per tale motivo plaudiamo l’approvazione del Consiglio comunale di Reggio Calabria di una mozione a sostegno della famiglia naturale e sollecitiamo lo stesso ad indicare una data per la celebrazione della festa della famiglia che potrebbe essere individuata il 15 maggio, giornata dedicata alla famiglia già dall’ONU. Ripartire dalla famiglia – concludono- significa modificare radicalmente impostazioni e progetti di sviluppo, pensando ad una legge quadro che ricomprenda in sé, in maniera trasversale, una serie di problematiche tipo della nostra società, tra cui welfare e assistenza, servizi ai cittadini, politiche fiscali, politiche e regole del lavoro e casa, andando a creare un sistema omogeneo teso a generare fiducia, sviluppo, crescita e benessere”.