Reggio, dura accusa a Falcomatà: “in linea con la vecchia logica politica del “fare laddove c’è da guadagnare””

Forte attacco contro l’amministrazione di Reggio guidata dal sindaco Falcomatà da parte di Fabio Putortì: “i rifiuti sono il tratto distintivo del nostro territorio”

Rifiuti (2)I rifiuti sono il tratto distintivo del nostro territorio, in particolare questa volta dal quartiere S. Caterina in pieno centro di Reggio Calabria, in prossimità della scuola elementare rionale, dove è persino impedito il transito delle autovetture a causa dell’ammasso di rifiuti estesosi sino al centro della strada. Nondimeno, dopo le innumerevoli segnalazioni e concrete proposte formulate agli organi istituzionali competenti per risolvere tale emergenza, l’intento questa volta è quello di non lanciare un appello (ormai inutile) ad un’Amministrazione Comunale palesatasi perfettamente in linea con la vecchia logica politica del “fare laddove c’è da guadagnare”, ma questa volta vorrei rivolgermi ai cittadini ed in particolare a coloro cui è rimasto dell’orgoglio in seno, a coloro che non applaudono o sostengono una frase populistica o un’agognata promessa per un mero beneficio alla propria persona, ente o associazione, in somma a coloro che ancora abbiano una coscienza” afferma in una nota Fabio Putortì, portavoce del MITI Lega Sud. “So bene che queste parole possono apparire provocatorie e scortesi, ma non è più tempo dei convenevoli, proprio così, al contrario dei soliti approfittatori che continuano a lanciare frasi propagandistiche facendo finta di sfoggiare il massimo impegno per la propria città e promettendo risultati positivi, oggi va inevitabilmente messo un punto! Non è più possibile – prosegue- continuare questa farsa in una città ed un territorio ormai in completo declino, dove ormai sotto gli occhi e sulla pelle di molti cittadini si vive ogni giorno un dilaniante disagio, dove non è garantita la sicurezza, l’igiene urbana, la mobilità, la salute, in poche parole dove si è perso il significato di servizio pubblico e come nelle più classiche delle dittature, (oggi celate sapientemente), l’unico concreto momento di partecipazione lasciato ai cittadini è il pagamento forzoso di esosi tributi, ma non più allo Stato Italiano espressione di una comunità, ma a un gruppo di uomini, con adulatori al seguito, che puntualmente, sia a livello centrale che locale, pretendono di rivestire il ruolo di Governatori sotto pseudo elezioni democratiche. Evitando – conclude- ulteriori commenti o apparenti sproloqui per coloro che non vogliono intendere e volere, concludo rivolgendomi ai cittadini ed italiani “rimasti”, nonché a coloro il cui pensiero non è teso all’ultimo modello di cellulare intelligente o altro bene distintivo, invitando accortamente costoro a reagire in quanto purtroppo oggi non è più tempo di “salvatori”, ma di semplice collaborazione e solidarietà”!