Reggio: “difendere le Omeca contro la svendita all’Hitachi”

omeca rcNei giorni scorsi nella sede del PCdI, si sono incontrati i rappresentanti del PCdI, di Rifondazione Comunista, di SEL del sindacato FIOM-CGIL, nonché di associazioni della città quale l’ANPI, alla presenza di un nutrito gruppo di cittadini, tutti fortemente preoccupati su quale sarà il destino dello stabilimento OMECA ora che Ansaldo Breda dopo la svendita effettuata da Finmeccanica alla multinazionale giapponese Hitachi. Dopo l’introduzione del Segretario del PCdI Lorenzo Fascì che ha illustrato ai presenti le ragioni che hanno ispirato l’organizzazione dell’incontro, valorizzando il fatto che davanti a problemi così importanti per la città si è costruita una sinergia di partiti e movimenti tutti seduti intorno allo stesso tavolo per accendere i riflettori sul futuro dello stabilimento, si sono succeduti vari interventi. A partire dal Segretario di Rifondazione Comunista Nicola Limoncino e del Segretario della FIOM Antonio Pensabene il quale ha ricordato che l’OMECA è l’unico impianto dove si riesce a perfezionare anche 10 vagoni in un mese e dove si costruiscono treni e metropolitane di eccellenza per tutta l’Europa. È quindi intervenuto anche il Consigliere Regionale Giovanni Nucera il quale ha espresso la volontà di portare all’attenzione del Consiglio Regionale la problematica OMECA. Molti interventi hanno arricchito l’incontro che è stato concluso dal Segretario Regionale del PCdI Michelangelo Tripodi. Dal dibattito è emersa la preoccupazione che, la vendita dell’impianto alla Multinazionale HITACHI fa presumere che il colosso giapponese non realizzerà investimenti nel nostro impianto determinando in prospettiva la chiusura dell’impianto. Infatti, sia l’Amministratore Delegato di Hitachi, Alistair Dormer che anche il Presidente di Finmeccanica hanno garantito il mantenimento dei livelli occupazionali per i prossimi 3 anni, tacendo sulle strategia e sul piano industriale. Infatti, Moretti nell’audizione alla Camera si è limitato a valorizzare il guadagno fatto con la vendita. Cioè solo un problema di cassa, niente invece in prospettiva. Ma, mentre era logico che si mantenesse l’impegno per questo primo periodo in quanto le OMECA hanno già per conto loro commesse fino al 2017, gli operai Omeca e la città si aspettavano impegni a più lungo periodo. La stessa visita del Presidente del Consiglio Renzi dei mesi scorsi alle OMECA si è rivelata una vera e propria beffa perchè dalle promesse si è passati alla svendita di Ansaldo Breda. Cosa succederà quando la commessa in corso sarà completata? In molti hanno ricordato che Ansaldo è nata in Liguria proprio dall’apporto delle maestranze dell’impianto di Ferdinandea; cioè da maestranze calabresi. Altri hanno ricordato il legame inscindibile tra le Omeca e la città.
Infatti, l’impianto è stato costruito a Reggio Calabria perché doveva costituire il volano di uno sviluppo più complessivo. La costruzione delle Omeca, infatti, è stata seguita dalla nascita delle Grandi Officne di Riparazuione delle FS, dall’Università Mediterranea nata proprio dalla facoltà di ingegneria dei trasporti e dal Porto di Gioia Tauro. Insomma un tassello centrale di un sistema economico-culturale-scientifico-logistico. Un tentativo di andare oltre l’annosa questione Meridionale.
Per questo se dovesse chiudere l’Omeca, significherebbe smantellare un intero sistema di crescita territoriale. Alla fine dell’incontro i presenti hanno deciso di promuovere un’iniziativa per far crescere la consapevolezza nella città che le Omeca vanno difese in maniera corale e senza riserve perché rappresentano un patrimonio e una ricchezza per la città. L’impegno va indirizzato, quindi, a creare uno spazio sociale dentro il quale chiamare tutti alla responsabilità. Inoltre, è emerso da parte di tutti i convenuti, il netto e forte dissenso all’operazione di svendita avvenuta, purtroppo, con l’avallo del Governo e la richiesta di un impegno dello Stato nel realizzare un piano industriale con l’indicazione degli investimenti, se ce ne sono, a favore dell’impianto reggino. E’ stata, poi, chiesta l’apertura di un tavolo nazionale attorno al quale dovranno sedere il governo e tutte le Istituzioni a partire dall’Amministrazione Comunale, dal Sindaco della Città, al Presidente della Provincia e al Governo Regionale.
Si è chiesto, altresì, che anche la deputazione parlamentare reggina e calabrese si esprima con iniziative forti e adeguate a favore dello sviluppo dell’impianto delle OMECA. Il tutto per richiamare la città perché le Omeca non sono solo un’industria, l’unica industria reggina dove lavorano interni ed indotto circa 700 persone, ma rappresentano il polo centrale di un sistema sul quale poggia la comunità reggina.