Reggio: degrado al Parco “A.Cartella”, l’indignata lettera di un cittadino

Stato di abbandono, incuria e degrado presenti anche nel Parco “A.Cartella”

parco cartellaGrazie ad una segnalazione di un lettore di StrettoWeb apprendiamo il grave stato di abbandono e di incuria in cui giace il Parco di Reggio intitolato ad “Angelina Cartella”. Il cittadino ci spiega le vicissitudini che hanno interessato il suddetto parco.

Salve, scrivo questa lettera per denunciare lo stato di abbandono, di incuria e di degrado che affligge il parco “Angelina Cartella”. Tale parco è stato abbandonato dal Comune e successivamente sottratto alla collettività da un gruppo di persone facente parte del centro sociale occupato autogestito “c.s.o.a.” che con una azione illecita lo ha occupato, da oltre dieci anni, nell’indifferenza delle istituzioni. Il parco posto sotto sequestro non ha impedito al “c.s.o.a.” di continuare indisturbati la propria attività “sociale” derivante sempre da un illecito.
Negli anni questo pseudo centro sociale ha pubblicizzato anche per mezzo stampa le proprie attività, sbandierando il volere di riscatto e riqualificazione del “Cartella”. Non si può dimenticare gli atti vili a cui il parco è stato oggetto, dall’incendio doloso, a luogo di spaccio e prostituzione, fortunatamente qualcosa è cambiato, ad oggi non abbiamo più la prostituzione. Ci ritroviamo in una situazione che purtroppo nel tempo è cambiata poco o nulla.
Il “Cartella” rimane sempre occupato e abbandonato, tutti i locali del parco sono diventati ad uso esclusivo del “c.s.o.a.” che li ha chiusi con dei lucchetti, perfino il bagno pubblico. Passeggiando nel parco possiamo imbatterci tra erbacce, frigoriferi, reti metalliche, spazzatura, travi di legno dell’ultimo incendio, calcinacci, tombini senza coperchi, giochi per bambini distrutti. Cos’altro aggiungere per descrivere questa area di svago e relax della collettività costata circa 1,7 miliardi delle vecchie lire?
Ah si, bisogna parlare della zona che il “c.s.o.a.” ha delimitato con una recinzione per farne un orto privato su un suolo pubblico, del furto di acqua pubblica per innaffiare tale orto, del furto di energia elettrica per l’organizzazione dei concerti e la proiezione di film. Corrente che serve anche per le attività del bar che includono la somministrazione di cibo e bevande, da sottolineare che il locale del bar adibito anche a cucina è adiacente ad una zona che la colonia dei gatti di cui si è presa carico il centro sociale ne ha fatto il proprio angolo per espletare i bisogni fisiologici e il fetore derivante dall’urina è nauseabondo.
Si è passato dal sociale al ridicolo, come si può infangare in questo modo il nome di Angelina Cartella e della sua famiglia che con altruismo e senso civico hanno donato gli organi della figlia, proprio a questo gesto si è voluto intitolare il parco, mentre questo “collettivo” ha solo preso, occupato e lasciato nel degrado una zona che dovrebbe essere pubblica ma che ormai non lo è più! Sono profondamente indignato dalla cecità e sordità delle istituzione, è mai possibile che per oltre un decennio, - conclude il nostro informatore – tra il succedersi di diversi governi prima di una sponda e poi dell’altra, non si è riusciti a ripristinare la legalità e a ridare il decoro che questo parco e tutti noi me“. Lettera Firmata

Ecco le indignate parole del cittadino che ci ha segnalato l’ennesima situazione d’incuria che Reggio Calabria è costretta a subire.

Immagine di repertorio