Reggio, cena di solidarietà “uniti si può”

L’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Reggio Calabria, sta procedendo alla definizione di strumenti di contrasto alla povertà attingendo a risorse comunitarie che entreranno nella disponibilità dell’ente non prima di sei mesi

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La crescente condizione di povertà di molte famiglie reggine, impone alle istituzioni la progettazione e la programmazione di idonei strumenti utili a limitare lo stato di bisogno. In tal senso, l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Reggio Calabria, sta procedendo alla definizione di strumenti di contrasto alla povertà attingendo a risorse comunitarie che entreranno nella disponibilità dell’ente non prima di sei mesi. Nell’immediato, le deficitarie condizioni finanziarie del Comune, non permettono alla politica di intervenire come dovrebbe” afferma in una nota l’assessore Giuseppe Marino. “Uno dei modi per realizzare azioni di sostegno ai poveri, è quello di costruire reti di solidarietà all’interno della città. Riuscire a mettere insieme risorse, esperienze, impegno. Da qui l’idea di favorire l’incontro tra il mondo dell’associazionismo ed il mondo produttivo sulle strade della carità, in un’esperienza sperimentale che può servire a raggiungere vari obiettivi:

1)      raccogliere fondi per finanziare azioni di contrasto alla povertà;

2)      creare relazioni solidali che contribuiscano alla costruzione di un welfare di comunità;

3)      ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini, dimostrando che la politica è capace di azioni solidali.

La cena di solidarietà di Mmartedi 31 Marzo, presso il ristorante A-Gourmet di Filippo Cogliandro -prosegue- ci permetterà di sostenere, in fase di start-up, l’Help Center – Casa di Lena, centro di accoglienza per senza fissa dimora, inaugurato sabato 21 marzo alla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Oltre alla disponibilità del titolare del ristorante, abbiamo registrato la piena collaborazione di tanti imprenditori onesti che stanno mettendo a disposizione della cena i loro prodotti. Mi piacerebbe – conclude- che la partecipazione più ampia fosse garantita  dai rappresentanti istituzionali del Comune: Sindaco, Presidente del Consiglio, Assessori e Consiglieri, per dare un segnale concreto e aperto nei riguardi dei bisogni del territorio”.