Reggio, Aeroporto dello Stretto: “necessario un cambiamento nella gestione della Sogas”

aeroporto-dello-stretto“Come Centro Sudi, riteniamo   necessario un cambiamento epocale nella gestione della società handling SOGAS SpA, un azzeramento di tutti gli incarichi, a cominciare dalla presidenza del signor Carlo Alberto Porcino, finendo all’ultimo componente del CDA, sollecitando gli enti che hanno inviato i loro rappresentanti ad operare rapidamente una rotazione che avrebbe già dovuto essere eseguita per non arrivare alla fine del percorso con davanti solo il vuoto e la crisi. Analizzando il comportamento della società, ci rendiamo conto di una anomalia critica in cui le decisioni non sono collegiali ma solo del suo presidente, eseguite per garantire una esclusiva  continuità, censurando le verità elencate da alcuni esponenti sindacali  che hanno scelto di non accettare il nepotismo di maniera per impegnarsi,a livello personale, nel rilancio della società” afferma in una nota Gianfranco Turano dell’Ugl. “Invece, da parte dell’ente,   errori ed abusi, più abusi che errori, hanno costellato gli ultimi mesi. Un procedere  senza seguire il CCNL e le declaratorie  di assunzione, eclatante il caso del nostro dirigente Angelo Giancarro Di Bua,  assunto nel comparto amministrativo e fatto diventare turnista senza alcun accordo preventivo e senza rispettare la volontà del lavoratore. Modificando totalmente lo stato giuridico di applicazione della persona sia come rotazione sia come indice economico. Quello stesso Angelo Giancarro Di Bua che – continua-  a gran voce, ha denunciato una serie di situazioni perniciose e pericolose capaci di mettere a rischio l’intera società. Un contino contrasto tra sociale e potere, in cui il sociale contesta le scelte del  potere e questi, di contro, prosegue nella consumazione di quanto ha deciso. La SOGAS, invece di tentare di ragionare e apprezzare le note del sindacalista ha inteso escluderlo dal lavoro inviandogli la lettera di licenziamento con una motivazione  talmente falsa da scivolare nel tragicomico. Una situazione in cui la liberta sindacale e la democrazia di parola sono state completamente cancellate; un comportamento aziendale configurabile nell’attività antisindacale (art. 28) pretendiamo il reintegro del lavoratore con l’annullo della lettera di licenziamento per chiudere una vicenda i cui contenuti depongono negativamente nei confronti della SOGAS. Un comportamento iniquo che sembra sia stato utilizzato anche con esponenti delle altre sigle.  Se l’ente di gestione non riesce a comprendere la funzione del sindacalismo collettivo è bene che faccia, nel suo interno, un corso didattico di chiarificazione; nessuna sigla è la ruota di traino o di scorta delle società. Il concetto finale potrebbe essere, al momento, la possibilità di un ritorno alla normalità per recuperare quella credibilità societaria svanita in situazioni precarie ai margini del settore, fatte diventare importanti per distogliere dai problemi reali, la nostra  logica assieme alle altre sigle di settore, è quella di  riaprire il dialogo -conclude- ma non con la dirigenza attuale, se così fosse il problema dell’ente e della sua sopravvivenza continuerebbe a pesare come una spada di Damocle nel proseguo dell’attività”.