Reggina-Vigor Lamezia 0-2: ennesima vergognosa umiliazione per una squadra impresentabile

In Lega Pro la Reggina subisce la sesta sconfitta su cinque derby stagionali: battuta anche al Granillo dalla Vigor Lamezia 0-2 dopo il 4-0 dell’andata per i biancoverdi

Reggina Vigor Lamezia 2015La Reggina al Granillo: la Vigor Lamezia vive la sua favola più bella, espugnando quello che rappresenta il tempio del calcio calabrese, lo stadio Granillo dove fino ad appena sei anni fa molti lametini gremivano gli spalti per ammirare i grandi campioni della serie A. Oggi erano una cinquantina, venti assiepati nel settore ospiti, una trentina in tribuna, e sono usciti quasi commossi dallo stadio della “grande” decaduta Reggina, su cui oggi la piccola favola Vigor Lamezia può vantare ben 20 punti in più in classifica, oltre alle due vittorie in entrambi i derby, 4-0 a Lamezia e 0-2 appunto oggi al Granillo. Soltanto due parate di Kovacsik hanno limitato i danni ed evitato che il passivo nel finale diventasse ancora peggiore. La Vigor Lamezia per celebrare una simile vittoria storica ha anche richiesto una fotografia a fine gara come nelle partite parrocchiali in cui Davide riesce a battere Golia.

Reggina Vigor LameziaLa Reggina è stata impresentabile per tutto l’arco della gara: dopo il gol subito in avvio al decimo minuto da Montella, gli amaranto hanno avuto una reazione rabbiosa ma il portiere degli ospiti non è mai stato impegnato concretamente per tutto l’arco della gara. Alberti ha schierato una formazione assolutamente inspiegabile, lasciando in panchina Insigne e insistendo con Di Michele titolare, lui che a 39 anni non può riuscire a reggere i novanta minuti. Centrocampo improponibile con Armellino, Maimone e Salandria che hanno perso la partita rispetto al centrocampo avversario. Bellissimo il gol di Del Sante al 68°, poi la Reggina ha mollato definitivamente.

Complice la contemporanea vittoria del Melfi al San Filippo di Messina 1-2, la salvezza diretta è diventata nuovamente un miraggio per la Reggina (la Paganese è a +11 ma deve ancora giocare stasera). L’unica speranza adesso è quella di agganciare disperatamente i playout facendo la corsa su Messina, Savoia, Ischia e Aversa Normanna, distanti comunque tutte tra 4 e 6 punti. Bisogna superarne almeno una, alla fine della stagione mancano 9 partite e non sembrano esserci le condizioni – a meno di clamorose svolte – affinchè si realizzi quello che oggi sembra un piccolo grande miracolo. Oltre alle gravi mancanze ormai datate (e reiterate) della società, anche Alberti e la squadra – che a gennaio e inizio febbraio avevano dato tanti segnali positivi e la speranza di potercela fare – adesso sembrano nella confusione più totale.

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