Reggina, la lettera di un tifoso: “ci vuole coraggio, dovreste ringraziarci per quello che stiamo facendo nonostante il vostro disastro”

Fabio, uno “storico tifoso amaranto”, scrive a StrettoWeb in merito alla situazione della Reggina dopo la conferenza stampa di ieri

coreografia14Certo che ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio a prendersela con l’ambiente, con i tifosi, con Lorenzo Vitto, il miglior giornalista che segue la Reggina senza peli sulla lingua e senza paura di nessuno. Ci vuole coraggio a chiedere 10.000 spettatori sugli spalti per una squadra che sei anni fa giocava in serie A, otto mesi fa giocava in serie B, adesso è ultima e staccata in classifica nel girone C di Lega Pro. Ci vuole coraggio a continuare a parlare di problemi ambientali, di difficoltà ambientali, di stadio vuoto, di contestazioni come se la colpa fosse sempre degli altri. Dei giornalisti e dei tifosi”.

coreografia11“Non voglio dire nulla al Presidente Foti dopo la conferenza stampa di ieri. Non voglio raccontargli quanto veleno sto subendo negli ultimi due anni allo stadio, da abbonato, da tifoso che ha acquistato due azioni del club, che ha sempre dato fiducia al Presidente e vuole continuarla a dare. Vi scrivo perchè so che siete molto seguiti e vorrei soltanto evidenziare una cosa. La Reggina dovrebbe soltanto ringraziare i propri tifosi per quello che stanno facendo quest’anno. La squadra e la società, probabilmente, avrebbero meritato uno stadio completamente deserto, una contestazione pesante e forse anche violenta come hanno fatto a Messina qualche domenica fa. In qualsiasi altra città d’Italia col cazzo che la squadra ultima in classifica veniva seguita sempre da 2.000/3.000 persone sugli spalti, come sta accadendo quest’anno. Col cazzo che c’erano 600 tifosi nel settore ospiti di Messina a prendere sberle, a perdere 4-1, a sentirsi dire “serie D serie D”. Col cazzo che c’erano 200 tifosi a Cosenza, 150 a Catanzaro, 300 a Lamezia, sempre a prendere schiaffi, a perdere male, sempre da ultimi in classifica. Addirittura in 30 a Barletta, in 150 ad Aprilia contro la Lupa Roma, nei campi più lontani da Reggio”.

Messina Reggina derby (80)“E ci saremo anche a Foggia, dai nostri fratelli di Salerno, poi a Benevento, infine a Martina Franca, e domenica ad Aversa, nelle ultime 5 trasferte della stagione. Stiamo regalando uno spettacolo straordinario di amore e di affetto nei confronti di questa maglia e di questa città. Gli altri stadi, anche di squadre che vanno meglio della Reggina, sono vuoti e deserti molto peggio del Granillo. Addirittura alcune squadre che stanno lottando per i playoff hanno meno spettatori della Reggina ultima in classifica. Meno affetto, meno calore. Reggio c’è, anche stavolta, nonostante tutto. E’ vicina alla squadra. Se pretendono i 30.000 dei primi anni di serie A, non hanno capito nulla. Moltissimi non erano reggini, non venivano al Granillo per tifare Reggina ma per guardare la serie A in quei tempi in cui nella massima serie non c’erano neanche Napoli e Palermo, non c’era alcuna squadra se non la Reggina da Roma in giù. In serie A negli ultimi anni sugli spalti eravamo sempre 12.000, più o meno gli stessi che c’erano quest’anno nel derby contro il Messina”.

Reggina Vigor Lamezia 2015“E’ quello lo zoccolo duro dei tifosi amaranto, ovviamente serve un motivo per andare allo stadio, per gustarsi uno spettacolo e non avvelenarsi il fegato, per questo motivo non siamo tantissimi ma io dico che in questa situazione societaria e tecnica e di classifica, i 2.000 del Granillo e i 100, 200, 600 delle trasferte, sono non tanti ma tantissimi, sono l’unico spettacolo bello di fronte al disastro della squadra e della società. Dovrebbero ringraziarci in ginocchio anzichè chiedere ancora di essere di più e pretendere più vicinanza. Stiamo già facendo il massimo. Sfidiamo qualsiasi altra città e tifoseria a fare altrettanto in queste situazioni, con due retrocessioni consecutive e con l’incubo di viverne un’altra ancor più drammatica. Vi abbiamo battuto le mani addirittura dopo il 2-3 contro il Matera, sotto la Curva Sud, perchè avete avuto una reazione di cuore. E oggi venite a dirci che volete di più da noi? Con quale coraggio. Baciate per terra che siamo una tifoseria così civile e innamorata di questa maglia, e pensate a vincere ad Aversa e poi anche con il Melfi a prescindere da quanta gente c’è allo stadio. Belardi, Cirillo, Aronica, Di Michele ma anche Insigne, i nuovi Benedetti e Gallozzi, i nostri Di Lorenzo e Armellino. Siete forti, dovreste vincerle a tutte queste squadrette, anche con lo stadio vuoto. Non vi servono 10.000 e neanche 5.000. Mettete in campo quello che avete e smettetela di cercare alibi fuori da voi. Guardatevi dentro e date tutto, vincete ad Aversa e vincete 0-4 perchè dobbiamo salvarci tutti insieme e noi siamo con voi nonostante non lo meritiate, solo per amore di questa maglia“.

Fabio, uno storico tifoso amaranto

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