Reggina, da Calciopoli alla Lega Pro: 10 anni di guerra (sulla pelle dei tifosi) tra Stefano Palazzi e Lillo Foti

Dopo la penalizzazione di 15 punti del processo ‘Calciopoli’ del 2006, la Reggina – che oggi vive un momento di difficoltà – continua a essere presa di mira dal procuratore federale Stefano Palazzi

stefano palazziE’ di oggi la notizia del nuovo punto di penalizzazione inflitto alla Reggina per non aver depositato presso la Co.Vi.So.C. entro il 16 dicembre 2014 la dichiarazione attestante l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2014. Si tratta del secondo punto di penalizzazione che la Reggina deve scontare nella stagione in corso dopo quello per il ritardo nel pagamento della fideiussione, su cui però pende il ricorso della società che verrà discusso nella giornata di oggi. La Reggina se vedrà accolte le proprie ragioni stasera sarà di nuovo a -1, altrimenti potrebbe vedersi confermato l’attuale -2 o addirittura rischia di avere in classifica una penalizzazione ancor più corposa per il ricorso dell’accusa che chiede che vengano dati altri 3 punti di penalità agli amaranto, in attesa poi ad aprile del dibattimento sul nuovo maxi-deferimento di ieri, su cui però la società assicura che gli emolumenti siano stati regolarmente pagati e che la Reggina sia presa di mira dalla Procura Federale.

foti

La Reggina spera di far valere le proprie ragioni come successo dopo la penalizzazione di quattro punti in classifica poi cancellata completamente. La prima penalizzazione di 4 punti, poi restituiti, ha sicuramente condizionato il campionato di Reggina, con la squadra di Francesco Cozza che ha perso fiducia dopo un buon inizio di stagione e compromesso una classifica e un andamento assolutamente positivi. Quello che sta accadendo nel campionato di Lega Pro ha dell’assurdo, la classifica viene stravolta in continuazione mettendo in dubbio la regolarità del campionato con decisioni a tavolino che per forza di cose condizionano quanto accade in campo.

Altre squadre il lotta per la salvezza come Barletta, Ischia e Savoia sono state deferite da tempo per gli stessi motivi della Reggina o addirittura più pesanti (ritardo nella fideiussione, mancato pagamento degli stipendi e dei relativi contributi) ma ancora non è arrivata la decisione sulla penalizzazione e il loro campionato è filato liscio fino a primavera. Siamo ormai ad aprile, che senso ha aspettare così tanto per fatti accaduti quasi un anno fa? Si poteva certamente fare prima, per la Reggina e per le altre, ma bisogna comunque evidenziare come il ritardo nei confronti degli amaranto sia comunque meno “ritardatario” (scusateci il giro di parole) rispetto a tutte le altre.

lillo fotiIl deferimento di ieri, poi, è molto ambiguo. La Procura Federale ha comunicato alla Reggina di essere stata nuovamente deferita per quanto riguarda la situazione dell’incentivo all’esodo, già chiarita con l’accoglimento del ricorso dalle Sezioni Riunite della Corte Federale del Tribunale che a febbraio ha restituito alla Reggina i 4 punti di penalizzazione che ne avevano compromesso il percorso nel girone d’andata. Adesso la Procura torna a picche su quella vicenda, con la Reggina pronta a far nuovamente valere le proprie ragioni. Nel comunicato stampa, invece, la Procura Federale ha parlato espressamente di “mancata documentazione del pagamento degli stipendi e dei relativi contributi da luglio a dicembre 2014″. In realtà gli stipendi sono stati pagati regolarmente, sia ai calciatori che allo staff, compresi i fuori rosa.

luciano moggiBisogna evidenziare per l’ennesima volta come la Reggina sia bersagliata dalla Procura Federale a volte anche senza motivo, come dimostra la vicenda dei 4 punti di penalizzazione poi restituiti che hanno avvicinato la Reggina verso il baratro della Serie D. Il Procuratore Federale dalla Commissione di Garanzia della FIGC, Stefano Palazzi sembra quasi che abbia un conto in sospeso con il presidente Foti e con la Reggina: la videnda di ‘Calciopoli’ lo dimostra. Nel 2006 la Reggina è stata punita con una penalizzazione di 15 punti, poi ridotta a 11, come se gli amaranto fossero il principale male del calcio italiano. Soltanto la Juventus ebbe una pena più pesante con la retrocessione in serie B e la cancellazione di due scudetti. Ironicamente a Reggio in quegli anni si parlava di “Cupola” non con riferimento alla triade juventina e a tutte le sue branchie dirette, dal Messina di Franza e Fabiani al Siena e alle altre squadre satellite che sono sempre rimaste linde e intoccate dalla Procura, ma con riferimento alle malefatte di Lillo Foti che sarebbe stato l’artefice di tutti i mali del calcio italiano, lui Presidente di una piccola realtà di Provincia che oggi si ritrova ultima in classifica in Lega Pro. E’ una società in difficoltà, che negli ultimi anni ha certamente commesso molti errori, ma adesso Palazzi prova a infierire provando a sfruttare il momento di difficoltà per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.