Polemiche a Terme Vigliatore: vietato l’accesso ai cani al Parco Comunale di via Primo Maggio

D11080797_10205467490121113_806905768936140853_oa oasi felice a oggetto di forti proteste da parte di habitué e animalisti: da oggi il Parco comunale, situato in via Primo Maggio, è al centro di una polemica che vede alcuni frequentatori del parco in prima linea contro il Comune, reo di aver interdetto l’accesso allo spazio verde ai cani. Polemiche anche per il divieto posto nella centralissima Piazza Cattafi e Benedettini. Decisioni prese al momento senza nessuna ordinanza sindacale.

Sulla questione di vietare o meno l’accesso dei cani nei parchi comunali italiani, diversi giudici amministrativi del Tar in passato si sono espressi  in questo senso: “Non essendovi dati o accertamenti medico-veterinari a supportare la decisione del Comune di vietare l’accesso dei cani alle aree verdi, tale ordinanza appare viziata da eccesso di potere per carenza di adeguata istruttoria”. Dunque, secondo quanto sentenziato, l’unico obbligo di legge è quello di condurre nei luoghi pubblici i cani al guinzaglio e, nei casi previsti, con idonea museruola.

Le discussioni e le polemiche a Terme Vigliatore non mancano. “I grandi parchi delle città europee consentono l’accesso ai cani e a ogni ingresso trovi cartelli con obbligo di guinzaglio – ci dichiara un cittadino – museruola per i molossi e pure cassettine di legno con i sacchetti o le palette per gli escrementi. Consiglio agli amministratori di farsi qualche viaggio per il mondo, così potranno vedere che si affronteranno i problemi in modo diverso. Queste cose possono accadere solo a Terme Vigliatore, fanno un parco e poi non ci si può entrare con i cani. Non è una contraddizione in termini? In mezzo alla natura non ci possono andare gli animali. E’ assurdo. Una persona cosa ci va a fare in un parco? Ci va a correre, ci porta i bambini, oppure il cane. Insomma, dov’è che dobbiamo condurre i nostri animali perché possano correre un po’ e ritrovarsi in un ambiente più consono alla loro indole se ovunque ci sono divieti?

Non è difficile, a questo punto, prevedere clamorose azioni di protesta da parte dei padroni dei cani che si sentono discriminati.