Pirati della strada: nei primi mesi del 2015 quasi 30 morti

l'investimentoIl fenomeno della pirateria stradale, riportato all’attenzione dall’episodio di Monza, e’ in crescita, addirittura “incontenibile”, come lo definisce l’Asaps, l’associazione dei sostenitori e amici della polizia stradale che, con l’osservatorio ‘Il Centauro’ monitora i costi umani e sociali degli incidenti stradali. Nei primi due mesi del 2015, infatti, sono gia’ stati registrati 160 episodi di pirateria con 18 morti e 174 feriti. Un fenomeno proseguito con la stessa intensita’ anche nel mese di marzo: secondo l’Asaps, nel 2015, quasi 30 persone sono morte a causa dei pirati della strada. I dati, del resto, avevano disegnato un fenomeno estremamente preoccupante gia’ nel 2014. L’Asaps ha infatti censito 1.009 episodi con 119 decessi e 1.224 feriti. L’autore dell’incidente e’ stato smascherato nel 57,8%: questo significa che quasi un pirata su due e’ riuscito a farla franca. Nel 19,6% dei casi sono state trovate tracce di alcol e droga nel guidatore. A pagare un prezzo altissimo degli episodi di pirateria stradale e’ stata, come sempre, la fascia piu’ debole degli utenti della strada, ovvero i pedoni: nel 2014 ben 46 sono stati uccisi e 416 feriti dai pirati. La Lombardia, con 141 episodi, e’ risultata la regione piu’ interessata da questo fenomeno, seguita dall’Emilia-Romagna con 105, dal Veneto con 94 e dal Lazio con 92. “Perche’ il pirata di Monza e’ scappato? – si chiede Giordano Biserni, presidente dell’Asaps – Perche’, in attesa che venga approvata una legge che introduce il reato di omicidio stradale, con l’attuale sistema se hai bevuto o sei drogato conviene scappare. Le pene previste sono inconsistenti, da tre mesi a tre anni. Solo in caso di incidente mortale con fuga oggi si rischia di rimanere per un certo periodo in cella”.