Palizzi (RC), intimidazioni Nasone: “un atto criminale sottovalutato”

palizziIl Gruppo di Minoranza del Consiglio Comunale di Palizzi,

di fronte all’atteggiamento ostruzionistico del Presidente che non ha inteso convocare una seduta aperta, straordinaria ed urgente del massimo organo politico istituzionale per condannare il vile gesto intimidatorio e le minacce di morte indirizzate a Mimmo Nasone e ai collaboratori dell’Associazione ‘Libera’,

ESPRIME

Una ferma condanna per la reiterata omissione e denuncia la sottovalutazione di un atto criminale che potrebbe avere serie ripercussioni sull’immagine esterna della nostra comunità e produrre conseguenze sull’agibilità democratica dell’istituzione locale, rappresentando un messaggio ambiguo di paura nei confronti del pervasivo e distruttivo fenomeno mafioso”.

Così una nota stampa firmata dai Consiglieri Comunali di Minoranza, Maria Lucia Bevilacqua, Angelo Nucera, Antonella Maria Parasporo, che prosegue:

“Il Gruppo Consiliare della Lista ‘E’ Tempo’ rimane perplesso anche sulla tempistica della convocazione della seduta del 16 marzo u.s., stabilita dal Presidente per l’inconsueto e singolare orario di mezzogiorno di lunedì, con il chiaro intento di procedere speditamente all’approvazione dei due punti all’ordine del giorno (schema di statuto dell’Azienda Speciale e dichiarazione sul servizio idrico) con la premeditazione di ridurre ai soli addetti ai lavori la partecipazione ai lavori consiliari.

Sulla costituzione e organizzazione dell’Azienda Speciale, alla quale affidare quasi tutti i servizi locali, trasferendoli dalle strutture interne ad altro organismo, si sono sollevati seri dubbi di legittimità. Nulla è stato argomentato nel merito del divieto generale per gli Enti Locali di ‘istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che esercitino una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite dall’art. 118 della Costituzione’, come statuito dall’art. 9, comma 6, della legge n°135/2012 di conversione del D.L. 95/2012. L’ampia pubblicistica e le pronunce delle varie alte magistrature confermano il divieto di costituzione che la maggioranza consiliare si ostina ad eludere senza il necessario e doveroso approfondimento.

Ma, l’intento puramente propagandistico e finalizzato al raggiro delle norme sull’occupazione del personale comunale, anche in via temporanea, è sottolineato dalla volontà politica, espressa con l’approvazione della modifica ed integrazione statutaria sul servizio idrico che, lungi dal rispecchiare la volontà referendaria di sottrarre il bene alla privatizzazione, nasconde il tentativo di aprire uno scontro con la Regione Calabria, mirando alla So.Ri.Cal., società liquidata, per fini inconfessabili dal Sindaco e i suoi più stretti collaboratori. Forse, con un’altra onerosa consulenza regionale si risolverà il tutto nella classica bolla di sapone.

Ormai, l’amministrazione comunale si barcamena tra annunci di onnipotenza, apertura di contenziosi tra Enti, interpretazioni singolari delle leggi e dei regolamenti, gestione amicale del personale e delle risorse finanziarie di bilancio, blocco degli appalti per superare l’adesione alla Stazione Unica Appaltante, clientelismo sfrenato sulle forniture dei beni e servizi, persecuzione dei soggetti privati singoli ed associati che non sono annoverati tra gli elettori di questa maggioranza.

Da ultimo, e non è un caso, l’attacco spregiudicato a magistrati e giornalisti che svolgono la loro funzione senza chiedere il nulla osta al sindaco di Palizzi e ai suoi amici potentati.

Il nostro auspicio - si conclude - è che la consorte del Sindaco Scerbo sia completamente estranea ai fatti riferiti dalla stampa e non abbia perpetrato gli abusi denunciati ma, con la consapevolezza di chi ha svolto la campagna elettorale nell’ultima tornata amministrativa di Palizzi, riaffermiamo le pressioni sul voto che hanno condizionato la serenità personale e familiare di molti cittadini oltre la normale richiesta del libero consenso”.