Palermo, Helg ai domiciliari: lo stratega che sussurrava

roberto helgQuattordici anni ai massimi livelli, quattordici anni sulla cresta dell’onda. La gestione dello scalo di Punta Raisi e la Camera di Commercio del capoluogo: il curriculum di Roberto Helg è prestigioso e la sua influenza negli ambienti politici era nota da tempo, tanto che nel 2012 divenne commendatore Ordine al Merito della Repubblica, poco dopo essere stato console onorario della repubblica Slovacca in Sicilia.

Un uomo stimato e temuto: basti pensare che pochi mesi addietro bocciò l’ascesa di Vincenzo Cannatella a segretario dell’Autorità portuale, lavorando ai fianchi del candidato in perfetta sinergia con Leoluca Orlando, già presidente dell’Anci siciliana. Il tutto dietro le quinte, senza scoprirsi troppo. Le parole di Helg, spesso pronunziate a bassa voce, somigliavano a sentenze, e nelle stanze del Comune come nelle sedi dell’Amministrazione regionale erano in molti a condividere i suoi pensieri, a stimare la persona e la sua lungimiranza.

Più che un tattico, è (o era?) uno stratega: agli amici ed ai colleghi dettava la linea, guardando al lungo periodo. Adesso è arrivata la scure: l’arresto per estorsione di stamane getta un’ombra sulla sua carriera e scompagina gli enti che a lui facevano riferimento. Secondo gli inquirenti, Helg avrebbe incassato 100mila euro da un commerciante per concedere la proroga del contratto triennale nei locali dell’aeroporto. Le prove, fanno sapere dalla Procura, sono solide. Nell’attesa di nuovi sviluppi, Helg è stato ristretto ai domiciliari per motivi di salute: 80 anni ed una cardiopatia grave gli hanno risparmiato l’onta del carcere.