Palermo: estorsioni e minacce, sequestro di beni da 1 milione di euro

Arduino risulta coinvolto nell’operazione ”Araba Fenice” condotta dalla Squadra Mobile di Palermo nel novembre 2011

Guardia di FinanzaBeni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, su disposizione del locale Tribunale-Sezione Misure di Prevenzione, a Giuseppe Arduino, 45 anni, arrestato nel 2011 per associazione di stampo mafioso finalizzata all’estorsione. Le Fiamme gialle hanno sottoposto a sequestro, ai sensi della normativa antimafia, un cospicuo patrimonio, costituito da 4 fabbricati e un terreno, 2 autoveicoli e disponibilità finanziarie (conti correnti), per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. Il reato contestato ad Arduino è “relativo a numerose estorsioni, unite a minacce (sfociate anche in episodi di violenza a persone ed in un incendio ai danni di una società di trasporti palermitana) perpetrate con altri soggetti ed aggravate dal metodo mafioso, ai danni dei titolari di numerose attività commerciali, ai quali veniva richiesta la cosiddetta ”messa in regola” per lo svolgimento di diverse attività imprenditoriali svolte a Palermo”, spiegano dalla Guardia di Finanza. Secondo il dispositivo del Tribunale, “la condotta intimidatoria e la conseguente pericolosità sociale del proposto consisteva nel manifestare ai titolari delle attività commerciali la propria appartenenza all’organizzazione mafiosa Cosa Nostra, richiedendo loro somme di denaro, anche per il sostentamento delle famiglie dei detenuti; a tali pretese si univano, altresì, danneggiamenti di attività produttive e pestaggi ai danni dei soggetti che si rifiutavano di pagare”. Nello specifico, Arduino risulta coinvolto nell’operazione ”Araba Fenice” condotta dalla Squadra Mobile di Palermo nel novembre 2011, nella quale gli è stato contestato di aver cooperato nell’attività estorsiva con i noti esponenti Cesare Lupo e Antonino Sacco, uomini d’onore della famiglia mafiosa di Brancaccio.