Omicidio Loris, il procuratore di Ragusa: “nessun elemento sui complici della madre”

andrea-lorisNessuna acquisizione tale da rapportare elementi di vita personale con la nascita prima e l’evoluzione poi della volonta’ omicidiaria e il successivo occultamento del cadavere di Loris Stival“: ad affermarlo il procuratore capo di Ragusa, Carmelo Petralia alla luce dei primi esiti investigativi derivanti dalla cosiddetta “perquisizione informatica” effettuata in carcere sugli apparecchi in uso a Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio a Santa Croce Camerina. Gli accertamenti sono stati eseguiti il 17 e 18 marzo scorsi e hanno riguardato anche Davide Stival, papa’ di Loris: al vaglio materiale informatico al quale gli inquirenti hanno avuto accesso anche attraverso le password fornite dalla stessa Veronica Panarello. Pure dalla visione del materiale contenuto nel tablet di Loris non sarebbero emersi particolari rilevanti dal punto di vista investigativo. Si farebbe sempre piu’ strada quindi l’ipotesi che Veronica Panarello abbia potuto, secondo l’accusa, agire in solitudine, senza l’aiuto di complici. Alla domanda su una eventuale perizia psichiatrica per l’indagata, il procuratore risponde: “Noi non la possiamo chiedere ma potremmo valutare l’interessamento di un ‘profiler’ che definisca il profilo psicologico della signora Panarello“.