Oliverio ha sottoscritto a Vibo il protocollo d’intesa per la legalità nella costruzione dell’ospedale

mario-oliverioIl Presidente della Regione Mario Oliverio, –informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – insieme all’amministratore Unico della ditta appaltatrice dei lavori (Vibo Hospital Service S.p.A.), al direttore generale dell’Asp, alla presenza del Prefetto Giovanni Bruno, ha sottoscritto questa mattina, presso gli uffici di rappresentanza della Prefettura di Vibo Valentia, il protocollo d’intesa per la tutela della legalità nel settore degli appalti dei lavori pubblici per la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia.

“La firma di un protocollo di legalità–ha detto il presidente della Regione nel corso di un suo breve saluto- è un atto importante, ma può anche non essere sufficiente. Non possiamo pensare di “salvarci l’anima” solo attraverso affermazioni di principio o frasi ad effetto. In una provincia come quella vibonese, pervasa da problemi di legalità, martoriata da una presenza pervasiva della criminalità, di fronte all’avvio di un’opera straordinaria come la costruzione di un ospedale, serve ben altro: è necessario un concorso attivo e costante di vigilanza, di rispetto delle regole e della legalità da parte  del complesso delle forze politiche, istituzionali e sociali. Solo la coerenza dei comportamenti può diventare fattore di rinascita della fiducia dei cittadini e lievito di crescita e di bonifica. In questo senso l’atto di questa mattina può, deve dare vita ad un percorso nuovo e ad una fase di svolta  nella vita della nostra regione. In questo senso credo  di dover innanzitutto ringraziare ma anche rivolgere  un appello accorato all’impresa appaltante di quest’opera, che è figura fondamentale nel percorso di legalità che noi stiamo percorrendo a dare lavoro ai cittadini onesti di questa terra e alle imprese sane di questo territorio”. “Detto questo –ha aggiunto il presidente della Regione- lasciatemi esprimere grande soddisfazione per l’opera di cui stiamo per aprire il cantiere. E’ il primo nuovo ospedale ad essere realizzato. Seguiranno poi quello della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro. Il suo costo ammonta a 140 milioni di euro. E’ una struttura moderna e all’avanguardia che servirà a far compiere un salto di qualità al nostro sistema sanitario, a patto che sappiamo riempirlo di contenuti, di servizi e prestazioni in grado di essere davvero all’altezza della domanda e della necessità della tutela della salute dei nostri concittadini. In questi anni il sistema sanitario calabrese è stato messo in ginocchio. La mobilità passiva, cioè il ricorso dei calabresi all’esterno della regione per ottenere cure e servizi di qualità è stato in costante aumento e non solo per le alte specialità. L’altro giorno ho visitato gli Ospedali “Riuniti” di Reggio Calabria dove c’è una struttura  di cardiochirurgia completata da tre anni con una strumentazione tecnologica all’avanguardia che è ferma, inutilizzata. Siamo al paradosso: da una parte c’è una struttura per la quale sono stati investiti decine di milioni di euro e, dall’altra, c’è una Calabria che soffre, che è costretta ad attendere liste lunghe sei mesi o a ricorrere all’esterno, facendo pesare sui conti della Regione una spesa di circa 40 milioni di euro all’anno (solo 10 milioni per la provincia di Reggio Calabria). Non si può più andare avanti in questo modo! Ieri ho convocato i sub commissari, perché come sapete siamo ancora in presenza della telenovela infinita che riguarda la nomina del commissario, ed ho chiesto loro di assumere, su direttiva della Giunta Regionale,  provvedimenti straordinari per sbloccare immediatamente il tourn-over negli ospedali “hub” e in quelli “spoke” poi. “Dobbiamo –ha concluso il presidente della Regione- voltare pagina. Voltare pagina significa assumere responsabilità Ognuno deve dare il proprio contributo e non aspettare che cada la manna dal cielo, perché altrimenti questa terra non avrà futuro. L’atto che firmiamo oggi ha un significato importante: è il tassello di un mosaico che dovremo saper comporre insieme e nel quale ognuno dovrà mettere qualcosa di suo”.