Nicotera Marina, Cavallaro replica alla giornalista Dell’Acqua: “mi tutelerò in ogni sede”

Tribunale Vibo“Voglio dare la mia versione dei fatti perché ritengo che un giornalismo serio, nella ricostruzione degli stessi, debba necessariamente sentire tutte le posizioni. Preciso innanzitutto che ho molta stima degli operatori della carta stampata che spesso purtroppo in Calabria sono vittime di episodi di intimidazione che condanno nella maniera più ferma e assoluta. Un concetto questo che ho appreso da mio padre, nei suoi anni di militanza nel PCI prima e nella sinistra democratica in seguito, e che a sua volta gli era stato trasmesso da suo padre, che è stato partigiano. La nostra, del resto, è una famiglia tranquilla, di gente che ha sempre lavorato, svegliandosi nel cuore della notte, per andare ai mercati nei vari centri della nostra provincia o per gestire la nostra piccola attività commerciale Una famiglia che quindi mi ha trasmesso quei valori che per me non sono negoziabili. Tengo inoltre a precisare che ho sempre avuto buoni rapporti con gli altri giornalisti del posto, e ciò a ulteriore prova del rispetto che nutro verso la categoria in genere” afferma in una nota Salvatore Cavallaro, assessore al comune di Nicotera Marina. “La mia presenza in consiglio comunale è stata sempre discreta, poiché chi mi conosce sa che sono un tipo riservato, persino schivo e comunque sempre teso alla risoluzione dei problemi della piccola comunità di cui sono espressione che è Nicotera Marina, dove tutti mi conoscono e possono essere i più validi testimoni della mia condotta esemplare come cittadino. E d’altronde la politica si fa con i fatti e non si misura certo dal numero di parole espresse durante il civico consesso. A giudicare poi saranno gli elettori, di volta in volta con il metodo democratico. Detto questo – continua- ai margini dell’ultimo consiglio comunale mi sono trovato protagonista di una situazione che tengo a chiarire dando la mia versione dei fatti. Versione però che avrei preferito fosse ascoltata anche da quelle associazioni e individualità che in questi giorni stanno rilasciando dichiarazioni senza nemmeno prendersi il disturbo di sentire la mia versione dei fatti. Da giorni infatti, dopo la protesta dei pescatori di Nicotera Marina che mi riguarda in quanto assessore con delega del settore,mi sono giunte notizie che sui social network e non sulla stampa, la sig.ra Dell’Acqua, rilasciava dei commenti offensivi e ingiuriosi nei miei riguardi. Per questo motivo, e solo per questo motivo, mi sono avvicinato a lei ai margini della riunione del consiglio comunale, semplicemente per chiederle, non già di non scrivere su di me – e ci mancherebbe altro che io chiedessi ad una corrispondente locale di evitare commenti sul mio ruolo di assessore – ma solo per non scrivere di me come persona su Facebook, poiché un conto sono le critiche legittime che anche sui social network devono essere avanzate nei confronti di chi ha un ruolo pubblico e un altro conto sono le offese e le insinuazioni alla mia persona e alla mia famiglia. Forse la sig.ra dell’Acqua ha travisato le mie intenzioni e a questo punto, lei e non certo io, si è messa ad urlare ad inveire (“che fai mi minacci?”……..”che fai vieni sotto casa mia”, ecc. ecc.) al chiaro scopo evidentemente, di farmi passare per un vile aggressore se non per un volgare delinquente del tutto. E’ una faccenda- aggiunge-  che si poteva risolvere in due minuti e senza nessun clamore. E invece adesso per tutelarmi anche io sono stato costretto ad adire alle vie legali. E mi tutelerò in ogni sede e contro chiunque possa mettere in dubbio la mia integrità morale e quella della mia famiglia. I fatti sono questi. Certo poiché eravamo soli quando i fatti sono accaduti, in pratica, è la sua parola contro la mia. Ma il tempo è galantuomo e io ho fiducia nella giustizia e nelle istituzioni preposte. Nell’attesa ho ritenuto giusto fornire una mia spiegazione – conclude Cavallaro- affinchè un mio eventuale silenzio potesse ingenerare in chi non mi conosce e in tutta la città di Nicotera, il sospetto che io potessi aver davvero fatto quello di cui mi si accusa. Il tempo del resto è galantuomo”.