Mezza Reggio senz’acqua, clamoroso errore: nessuno a riaprire le condotte dell’acquedotto

Antonio Marcianò stanco della situazione, questa mattina si è recato presso i Carabinieri a sporgere denuncia verso il Comune di Reggio Calabria in persona del sindaco Giuseppe Falcomatà

carenza-dacquaI disservizi dell’acquedotto reggino stanno da tempo avvilendo Reggio Calabria. La mancanza d’acqua e i guasti che quasi continuamente lasciano Reggio a secco si stanno ripetendo sempre più soavemente. In data odierna però la situazione ha del paradossale. Mezza città si trova senz’acqua a causa di un “errore” di valutazione. Gli operai responsabili della riapertura odierna della condotta dell’acquedotto infatti, secondo quanto ci racconta un cittadino reggino, avrebbero ricevuto la concessione di un giorno di riposo. Questa mattina, infatti, nessuno ha provveduto alla riapertura di tale condotta, lasciando mezza Reggio senza acqua.

Ogni giorno infatti nel quartiere Spirito Santo e in zone limitrofe, a causa della criticità idrologica della città, la fornitura d’acqua viene interrotta per riprendere la mattina seguente alle ore 06,00. Questa mattina quando Pietro Vincenzo Marcianò si è svegliato però l’acqua non c’era. Il cittadino indignato ha così deciso di sporgere denuncia verso il Comune di Reggio Calabria in persona del sindaco Giuseppe Falcomatà. Marcianò, unitamente agli altri abitanti colpiti da questo grave disservizio, ha deciso di costituirsi parte civile qualora la denuncia volga a buon fine. In tale ambito verrà  richiesto dai reggini un risarcimento per i danni subiti. Qualora la causa intentata contro il Comune andasse a buon fine, come lo stesso Antonio Marcianò dichiara ai microfoni di StrettoWeb: “i cittadini devolverebbero il risarcimento interamente in beneficenza“. Quello che i cittadini vogliono è che il responsabile di questo grave disservizio venga individuato e che sia in qualche modo condannato.

Inoltre, sembra oggi impossibile rintracciare qualcuno che possa aggiustare la situazione per i cittadini senza acqua in casa. I vigili urbani contattati al telefono, come Marcianò ci racconta, non sanno dare risposta nè risoluzione a quello che non dovrebbe essere il loro compito. In più l’inesistenza di unno sportello comunale alla quale chiarire eventi come questo è più che evidente in una situazione simile. I turni di reperibilità degli operai dell’acquedotto rimangono poi, del tutto sconosciuti, ai cittadini che oggi ne avrebbero bisogno. Il problema appare come irrisolvibile perciò. Solo domani in mattinata quindi i cittadini potranno godere di nuovo di un loro diritto sacrosanto: avere acqua in casa.

In calce il verbale della denuncia di Pietro Vincenzo Marcianò.

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