MessinAmbiente, Zuccarello contro Ciacci: altro che guru, le sue scelte sono state poco trasparenti

ciacci xUn’analisi scrupolosa sui bilanci della partecipata addetta alla gestione dei rifiuti: è stata questa la cifra del confronto di ieri in una seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Ambiente. Una seduta in cui non sono mancati momenti di tensione fra il numero uno della società di via Dogali, il commissario liquidatore Alessio Ciacci, e Santi Daniele Zuccarello, recentemente recatosi in Procura per denunciare l’illiceità del contratto di consulenza fra MessinAmbiente e la Re-Sources, società che fa capo a Raphael Rossi.

Lo storico braccio destro di Ciacci, dopo aver ricoperto fino ad ottobre il ruolo di consulente di MessinAmbiente, ha ottenuto il 3 dicembre scorso l’affidamento della nuova consulenza in questione, per un importo pari a 31mila euro, esclusi i rimborsi spese per trasferte, vitto e alloggio. Un gran colpo per una società costituita appena il 28 novembre.

La ricostruzione del consigliere comunale del Pd è stata impietosa: non soltanto Ciacci avrebbe sostanzialmente fatto il gioco delle tre carte, “offendendo l’intelligenza dei consiglieri”, ma starebbe agendo in piena continuità col passato, fornendo prestazioni tutt’altro che trasparenti. “Questa società quando ha avuto il tempo di maturare la comprovata esperienza di cui si parla nel contratto?” ha chiesto polemicamente Zuccarello.

Ciacci, avvertito il clima incalzante, ha ricordato come il contratto co.co.pro di Rossi non potesse essere rinnovato, a dispetto dei risultati raggiunti. Inoltre il commissario ha ribattuto che le motivazioni dell’affidamento sono racchiuse nella delibera e che avrebbe riflettuto in un secondo momento sui toni usati da Zuccarello per tutelare la sua immagine e la sua onorabilità. Uno scontro all’arma bianca, se è vero che Zuccarello, anziché mordersi la lingua, ha insistito sulla mancanza di selezione pubblica per l’affidamento.