Messina, via la luce alla Foscolo occupata. Accorinti faccia chiarezza una volta per tutte

foscolo occupataL’assordante silenzio del sindaco in merito all’occupazione della scuola Foscolo dà fastidio a tutti: dà l’orticaria agli attivisti del Teatro Pinelli, convinti che la loro azione dimostrativa sia un atto di “resistenza” nell’esclusivo interesse della città, e dà prurito a quanti reclamano il rispetto della legge, additando “l’azione squadristica” messa a punto da “un branco di scalmanati”. Ciascuno coltiva la sua idea e non c’interessa, in questo caso, entrare nel merito.

Ciò che appare intollerabile, invece, è l’atteggiamento pilatesco ed omissivo del primo cittadino: sì, perché l’occupazione della Foscolo va avanti da Gennaio ed in numerose occasioni la forza pubblica ha invitato i ragazzi ad abbandonare il plesso. Sono stati messi lucchetti e saldati i cancelli, ma l’operazione si è rivelata vana. Quando gli attivisti del fantomatico teatro itinerante hanno occupato simbolicamente i corridoi di Palazzo Zanca, inscenando un simpatico siparietto per protestare contro il clima repressivo che si respirava nelle stanze del Comune, il primo cittadino ha professato la propria solidarietà politica, rilevando di non essere al corrente di eventuali iniziative prese dal Dipartimento Politiche Culturali ed Educative e di essere determinato a trovare una soluzione condivisa con gli stessi ragazzi del Pinelli.

Eppure, a dispetto delle rassicurazioni fornite, venerdì mattina gli agenti della Polizia Municipale, guidati dal commissario Biagio Santagati, hanno fatto irruzione nell’edificio. Dopo aver tolto l’elettricità alla scuola, è nato un parapiglia con gli attivisti, i quali hanno protestato contro le forze “repressive” invitando i propri supporters su Facebook ad accorrere in loro difesa. I soggetti sono stati ovviamente identificati e l’incidente si è ricomposto. Sullo sfondo, però, restano i dubbi e le incognite legate alla volontà politica dell’Amministrazione Comunale: poiché, piaccia o meno, i pinellini non rappresentano la città, non avendo ricevuto alcun mandato, è il sindaco a dover dire se essi hanno il sostegno della Giunta per la meritoria azione di recupero dei beni comuni o se essi, trasgredendo la legge, stanno conducendo una battaglia giusta con mezzi sbagliati. Sta ad Accorinti pronunciarsi su questa vicenda, accettandone il prezzo politico: sarà garante della legalità o movimentista istituzionale?