Messina, studenti in subbuglio all’Università: “l’aumento delle tasse è incredibile”. L’ira colpisce tutti: dalle segreterie ai rappresentanti

Tasse alte e servizi al di sotto delle aspettative: monta la rabbia fra gli studenti messinesi

unime (6)Una situazione incredibile che in qualsiasi altra città avrebbe scatenato un putiferio“. G.P., studente della vecchia facoltà di Medicina, è indignato con l’Ateneo cittadino: il rincaro delle tasse, a suo giudizio, è una precisa scelta politica. “Non vogliono soltanto riempirsi le casse, vogliono minare il diritto allo studio” sibilla masticando amaro.

La rimodulazione in corso non è piaciuta né agli studenti né al personale delle segreterie. Nessuno lo dice apertamente, ma s’intuisce facendo un giro in prossimità di Piazza Antonello. Non soltanto regna sovrana la confusione, ma gli animi si surriscaldano facilmente e a pagarne dazio spesso sono gli addetti allo sportello.

Non abbiamo mai informazioni da loro. Nelle Università serie gli studenti pensano solo a fare gli esami, da noi pure il controllo amministrativo diventa un’angoscia: non sai mai se fra crediti liberi e manifesti imprecisi possono fermarti a un passo dalla laurea” commenta M.T.R., studentessa del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali. “Mi chiedo se sia giusto pagare uno sproposito per i servizi che offrono” continua la ragazza e quando gli domandiamo cosa stiano facendo le associazioni studentesche il volto s’inscurisce: “quelli sono buoni a nulla. Ti chiamano un mese prima delle elezioni, ti vengono a prendere pure a casa se è necessario, e poi li vedi come divi in facoltà. Bell’affare“.

L’incremento delle tasse avviene nel silenzio generale ed in effetti ben pochi rappresentanti hanno levato, ad oggi, la propria voce. Eppure l’Amministrazione accademica retta da Navarra non ha mai goduto delle simpatie delle associazioni studentesche: fare opposizione sarebbe tutto sommato coerente. Sin dal momento dell’ascesa, infatti, il Rettore è stato boicottato da molte sigle. Ma un conto è la critica a chi deve accedere alla stanza dei bottoni, altro conto è rompere con chi detta gli indirizzi dell’Università.

Nel frattempo le tasse crescono, i servizi non convincono ed il silenzio pesante avvolge i dipartimenti come una cappa. Solo i social-network svolgono la funzione di valvola di sfogo e ci consentono di misurare come un termometro l’ira crescente fra gli iscritti. “Ho messo i miei commenti su diversi gruppi chiedendo ragione ai rappresentanti. L’anno scorso pagavo duecento euro in meno. Sai qual è stato il risultato? Anziché rispondere mi hanno cancellato il post e da un giorno all’altro non potevo più accedere sul gruppo” tuona M.C. Chissà che l’eco della questione sulla stampa non solleciti un po’ tutti.