Messina, sequestrata la salma del piccolo Mattia: si attende l’autopsia

policlinico-messina1La salma di Mattia, il neonato siracusano deceduto dopo 38 giorni di vita al Policlinico di Messina, è stata sequestrata dai Carabinieri. L’esposto in Procura dei familiari ha fatto partire repentinamente le indagini: secondo le ricostruzioni dei parenti, infatti, il piccolo – affetto da una grave crisi respiratoria – sarebbe stato sottoposto ad interventi con un’apparecchiatura difettosa e ciò avrebbe causato la rottura del lembo che divide le due narici. Si attende adesso il verdetto dell’autopsia, laddove dall’Ospedale cittadino trapela comunque sconcerto per le condizioni in cui l’infante è stato ricoverato: lo staff medico del Policlinico avrebbe riscontrato una acidosi metabolica irreversibile ben più problematica della patologia respiratoria che aveva spinto i medici siracusani a indirizzare la famiglia in riva allo Stretto.

Dall’Umberto I replica Massimo Tirantello, responsabile dell’Unità operativa di Neonatologia, il quale respinge al mittente ogni  accusa e si dichiara pronto a collaborare con l’autorità giudiziaria: “sono state messe in atto tutte le procedure assistenziali per la sopravvivenza del neonato. Scientificamente sappiamo che la prematurità estrema può determinare numerose complicazioni che talvolta possono essere gravi e irreversibili sino a mettere a rischio la vita del piccolo paziente stesso. L’aggravarsi delle condizioni generali di Mattia, purtroppo, ha reso necessario il suo trasferimento presso un Centro dotato di ventilazione ad alta frequenza ed ossido nitrico. Siamo pronti a fornire ogni collaborazione utile alla magistratura – conclude Tirantello – al fine di chiarire l’esatta dinamica dell’evento“.