Messina, salvare la filiale Bankitalia: la Uilca si appella alla Regione

Il nuovo piano territoriale viene contestato dal sindacato: l’autonomia come ancora di salvezza?

bankitalia 2Il dossier Banca d’Italia non può essere chiuso nella rassegnazione generale. Ne è convinta la UILCA di Messina. Il sindacato chiede ufficialmente che la Regione Siciliana sollevi, ai sensi dell’art. 17 dello Statuto siciliano, un conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale. L’articolo 17, è bene precisarlo, assegnerebbe competenza esclusiva alla Regione sui settori del credito e delle assicurazioni. Esso, infatti, recita testualmente:  “Entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato, l’Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all’organizzazione dei servizi, sopra le seguenti materie concernenti la Regione: … E) disciplina del credito, delle assicurazioni e del risparmio…”. Per la Uilca il ricorso costituirebbe uno strenuo ma doveroso tentativo di salvaguardare non già la filiale, ma il territorio di riferimento.

Già nel 2007, di fronte alla possibilità di chiudere ben sette filiali siciliane della Banca d’Italia, il governo regionale dell’epoca sollevò il conflitto di attribuzione e ottenne un concreto risultato politico: in quell’occasione furono cancellate solo le sedi di Siracusa ed Enna. Pertanto – conclude il sindacato – nonostante la tragica latitanza ed assordante assenza della deputazione regionale e nazionale, ci appelliamo al governatore Crocetta e al suo Esecutivo affinché assumano un’iniziativa concreta volta a difendere Messina”.