Messina, porto di Tremestieri. Accorinti ci mette la faccia: a Roma il sindaco presenterà le richieste del Comune

sebastiano pinoSulla vicenda del porto di Tremestieri il sindaco, Renato Accorinti, scende in campo in prima persona. Sarà, infatti, il primo cittadino a rappresentare l’Amministrazione al vertice ministeriale previsto per oggi. Non ci sarà pertanto l’assessore competente, Sebastiano Pino, approdato da poco nella squadra di governo cittadina. Questi, però, ha voluto indicare la rotta: la Giunta vuole uno studio serio e rigoroso sulle cause dell’insabbiamento, condotto da un ente di fama internazionale in grado di offrire soluzioni certe in tempi celeri. Su tale versante Accorinti potrebbe muovere un passo in più, chiedendo i poteri speciali per sbloccare l’impasse.

Nel frattempo, però, i tir continuano a passare dal centro cittadino. Il Comitato La Nostra Città, ormai stufo dei proclami sulla presunta tolleranza zero, ha chiesto un programma organico d’intervento, da eseguire immediatamente. In concreto tale realtà intende limitare il danno e sfida il primo cittadino su alcuni impegni concreti, quali:

1) istituzione di almeno tre fasce orarie per il traffico dei mezzi pesanti;

2) utilizzo del viale Giostra nella corsia in salita verso lo svincolo;

3) utilizzo del Boccetta solo in discesa;

4) utilizzo del viale Europa solo per imbarco e sbarco dal Norimberga;

5)  Utilizzo della Rada S.Francesco per tutti i vettori che utilizzavano il Porto di Tremestieri;

6) conseguente  immediato riavvio al lavoro dei 36 terminalisti “insabbiati” anch’essi;

7) utilizzo nei percorsi i controlli autovelox 24 ore su 24; 8) istituzione di aree di stoccaggio per i tir.

Semplicissime richieste di buon senso che persino l’amministrazione Leonardi dieci anni fa applicò concordandole con il prefetto pro tempore, con la Quarta Circoscrizione, il Comando dei Vigili Urbani e con il Comitato“, nota Visicaro con un pizzico di malizia. Richieste che adesso tornano all’ordine del giorno e chiamano in causa l’assessore Cacciola.