Messina, bilanci falsati: la Procura chiude le indagini. Sindaco, Giunta e consiglieri: tutti nel mirino

palazzo_zanca6_quimessinaSecondo la Procura della Repubblica di Messina, i bilanci del Comune fra il 2009 ed il 2012 sono stati sistematicamente falsati, con entrate improbabili sovrastimate per dopare i documenti contabili. Sarebbe stata questa condotta illecita, aggravata dall’abuso d’ufficio, a portare al dissesto l’ente, dissesto che però non è mai stato dichiarato. Il procuratore Antonio Carchietti, avvalendosi della collaborazione del commercialista Vito Tatò, ha chiuso le indagini rinviando a giudizio 62 persone.

Oltre al sindaco Giuseppe Buzzanca, hanno ricevuto l’avviso gli ex assessori Pinella Aliberti, Elvira Amata, Carmelo Capone, Giuseppe Corvaja, Dario Caroniti, Orazio Miloro, Giorgio Muscolino, Carmelo Santalco, Gianfranco Scoglio, Giuseppe Isgrò, Salvatore Magazzù, Francesco Mondello.

I dirigenti: Francesco Aiello, Carmelo Altomonte, Antonio Amato, Giovanni Bruno, Antonino Cama, Attilio Camaioni, Carmelo Famà, Carmelo Giardina, Diane Litrico, Domenico Manna, Giuseppe Puglisi, Vincenzo Schiera, Carmelo Santalco, Giovanni Di Leo, Giuseppe Terranova

L’ex ragioniere generale Ferdinando Coglitore; l’ex segretario generale Santi Alligo, l’ex vice segretario, Giuseppe Mauro. L’ex direttore generale Filippo Ribaudo. I membri del collegio dei Revisori dei conti: Roberto Aricò, Domenico Donato, Domenico Maesano, Dario Zaccone, Giancarlo Panzera;

Gli ex Consiglieri comunali: Giuseppe Ansaldo, Angelo Burrascano, Gaetano Caliò, Giuseppe Capurro, Antonino Carreri, Giuseppe Chiarella, Bruno Cilento, Giovanni Cocivera, Carmelo Conti, Giovanna Crifò, Antonio Fazio, Giuseppe Magazzù, Vincenzo Messina, Giorgio Muscolino, Giuseppe Previti, Antonio Restuccia, Mario Rizzo, Sebastiano Tamà, Salvatore Ticonosco, Marcello Greco, Paolo Saglimbeni, Salvatore Serra, Antonino Spicuzza, Roberto Nicolosi, Roberto Sparso, Pietro Iannello.

Undici consiglieri comunali sono stati invece stralciati: tra essi Giuseppe Melazzo, Ivano Cantello e Giuseppe Trischitta, i quali non votarono il bilancio assumendo una posizione critica. Stralcio anche per Calogero Ferlisi, all’epoca dirigente ad interim dell’avvocatura. Per questi è pronta la richiesta di archiviazione.