Messina: Barrile, i vigili e quella chiamata “gonfiata”

La Presidente del Consiglio ha ammesso subito le sue colpe. Non ha sfidato l’autorità: ha segnalato altri posteggi alla carlona

iene barrileDiciamo la verità: le anticipazioni fornite sulla telefonata di Emilia Barrile agli uomini della Polizia Municipale avevano scatenato un mezzo putiferio. Il presidente del consesso civico sembrava essere l’ennesimo esponente della casta, una donna scostante che usa il proprio potere istituzionale per fini personali. Sentendo la conversazione telefonica tutto questo castello di carte è venuto giù.

Un conto è dire “il presidente del Consiglio comunale ha gridato al complotto per aver ricevuto una multa”; altro conto è precisare “il presidente del Consiglio comunale ha detto che pagherà il verbale senza problemi, ma ha chiesto al contempo perché fosse stata multata solo la sua auto”.

Barrile non ha preteso un trattamento privilegiato in virtù della funzione che ricopre, pur ventilando il sospetto di essere stata colpita da un provvedimento contra personam ispirato da Calogero Ferlisi. Al contrario, ha invitato gli agenti a sanzionare gli altri automobilisti indisciplinati, forse con troppa enfasi. In democrazia la forma fa sostanza, quindi l’uscita dell’esponente del Pd non è stata propriamente felice. Da qui a giudicarla rea di chissà quale grave colpa ce ne corre: una multa è una sanzione, non una sentenza di condanna.