Messina, addio ospedali psichiatrici giudiziari. Ma il futuro dei pazienti detenuti è ancora incerto

Chiuderà oggi l’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto. Dai manicomi alle “strutture dell’orrore”: l’unica certezza è il caos

Foto La Presse

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I sei ospedali psichiatrici giudiziari diffusi sul territorio italiano chiuderanno i battenti nella giornata di oggi. Sulla spinta della campagna promossa da Giorgio Napolitano, il quale definì dal Colle “strutture dell’orrore” tali realtà, il Parlamento ha varato la Legge 81, che stabilisce per l’appunto il 31 marzo quale termine ultimo per l’attività di queste strutture.

Restano, però, le incognite sul destino dei pazienti, in special modo i 314 soggetti giudicati “non dimissibili” a settembre dello scorso anno su tutto il territorio nazionale. In particolare permangono dubbi e perplessità sulle autorità che dovranno gestire le operazioni post-chiusura attraverso le Rems – le residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria – che vanno al tempo stesso potenziate e rese residuali. Una contraddizione in termini.

Secondo quanto dichiarato a Rainews da Stefano Cecconi, coordinatore della campagna di StopOpg, “la vera sfida è applicare bene la legge sulla chiusura dei manicomi e la legge 81 approvata a fine maggio 2014 che privilegia decisamente le misure alternative alla detenzione, piuttosto che l’internamento nelle Rems. Non è questa la strada indicata né dalla legge sugli Opg, né dalla stessa riforma Basaglia”.

Sul versante messinese, la struttura di Barcellona Pozzo di Gotto ospitava sino a ieri 165 internati. Alcuni di loro saranno destinati alle residenze di Naso o Caltagirone, per altri potrebbero spalancarsi le porte delle case circondariali.