“Le Iene” a Reggio per l’8 Marzo: alla Luna Ribelle la festa delle donne è un circo [VIDEO]

Tra emancipazione e mariti possessivi le storie delle mogli reggine raccontate a Enrico Lucci per la festa delle donne

MimosaDomenica 8 Marzo è stata la Festa delle donne anche a Reggio Calabria. Per festeggiare l’evento tante donne si sono divertite a partecipare ad eventi in programma per la serata. Alla “Luna Ribelle” oltre che il caos dovuto al tutto esaurito al femminile, erano presenti anche “Le Iene”. Il servizio trasmesso in onda ieri con protagonista la iena Enrico Lucci, mette in risalto la condizione femminile che ancora permane nella nostra terra. Tra “ho dovuto chiedere il permesso a mio marito” al “lo spogliarellista nudo che si struscia addosso alle malcapitate” il passo è breve.  Il passo è breve anche tra la moglie tutta casa e lavoro e la donna che l’8 Marzo fa festa con un uomo mascherato da gorilla.

L’8 marzo le donne reggine si “emancipano”. Per un giorno i mariti concedono le uscite e i divertimenti. Gli uomini intervistati appaiono compiaciuti di dare per un giorno il via libera alle proprie mogli, che per la serata non saranno impegnate a lavare, stirare o pulire. D’altro canto le donne censurate e censurabili conducono una vita frustata per tutto l’anno, per essere disinibite come mai l’8 Marzo. Compiaciute di aver lasciato a casa figli e mariti, mangiano e si scatenano tra un karaoke e un ballo in attesa dello spettacolo finale: lo spogliarellista.

Situazione femminile migliorata da 50 anni fa? Emancipazione femminile a Reggio? Se emancipazione femminile significa essere per una sola e unica sera all’anno in un locale a festeggiare come se non ci fosse un domani, ritornando per il resto del tempo agli ordini di un marito possessivo, allora no. Emancipazione femminile come lo stesso Lucci sottolinea non è essere come gli uomini. Emancipazione femminile è essere liberi di essere donne nella vita senza disparità. Lavorare senza essere declassate solo perchè siamo femmine. Portare una gonna senza essere guardate come fossimo prostitute. Sorridere ad un uomo senza che egli pensi che ci stiamo. Amare i propri figli senza che essi diventino limite per la propria vita. Studiare, partire, leggere, parlare e farsi belle.

Nel servizio sono apparsi anche alcuni sprazzi di lucidità. Tra la moglie che “non deve chiedere il permesso al marito per fare nulla”, alle tre signore che apparse sul finire della “telenovela reggina” erano lì in quanto inconsapevoli della presenza dello spogliarellista. Proprio una di queste donne ha sottolineato poi, rinvangando vecchi ricordi, come l’emancipazione femminile esista e sia sfruttata oggigiorno dalla maggior parte delle donne, rispetto a coloro che ad esempio ci hanno preceduto (mamme e nonne).

Il fatto che “Le Iene” siano venute proprio a Reggio a dimostrare ciò non ci rende e non gli rende onore. Il discorso fatto fin qui è senz’altro applicabile anche a Milano, dove le donne si recano in locali “hot”, come a Venezia, Aosta, Roma e Napoli. Il caso “festa delle donne” è condannabile se vissuto così e non se vissuta tra amiche per celebrare la festa che tra mimosa e sorrisi ci ricorda delle 129 operaie arse vive all’interno della fabbrica nella quale in condizioni estreme lavoravano.