Dieci anni fa moriva Nicola Calipari, lo 007 reggino che liberò Luciana Sgrena

nicola calipari e giuliana sgrenaMorire da eroe a Baghdad, colpito da ‘fuoco amico’ americano al termine di una rischiosissima operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista del ‘Manifesto’ rapita in Iraq: e’ il destino toccato in sorte dieci anni fa a Nicola Calipari, funzionario di Polizia in servizio al Sismi. Mercoledì prossimo, ricorrenza del decimo anniversario della morte, Calipari verrà commemorato a Roma, nella sede Aise di Forte Braschi, in una cerimonia alla presenza delle massime autorità istituzionali. E’ la sera del 4 marzo del 2005: l’autovettura, una Toyota Corolla, sulla quale viaggiano Nicola Calipari , un altro agente dell’intelligence e Giuliana Sgrena si dirige verso l’aeroporto di Baghdad. La trattativa con i sequestratori e’ andata a buon fine, la giornalista italiana e’ stata liberata ed ora si tratta solo di predisporre il volo di rientro in Italia. All’improvviso, la tragedia: una pattuglia militare della guardia nazionale statunitense e’ in servizio di vigilanza sulla ‘route Irish’, la strada che collega il centro di Baghdad con l’aeroporto. Il posto di blocco e’ stato approntato in previsione del passaggio di un convoglio con a bordo l’ambasciatore americano. Arriva la macchina con a bordo Calipari e finisce sotto il fuoco dei soldati Usa: lo 007 italiano muore sotto i colpi dei militari, Giuliana Sgrena rimane ferita. Il militare statunitense Mario Lozano, che si trovava al posto di blocco, sarà poi accusato di aver esploso i colpi mortali. A dieci anni di distanza dai fatti, Giuliana Sgrena si dice “tuttora convinta che si sia trattato di un agguato. L’incidente non fu assolutamente casuale. Purtroppo -dice all’Adnkronos- in tutti questi anni non è stato mai possibile arrivare ad una verità giudiziaria perchè l’Italia ha rinunciato alla giurisdizione”. “Uno dei motivi principali di quanto accaduto potrebbe essere il diverso approccio tra Italia e Stati Uniti nel considerare l’ipotesi della trattativa in presenza di sequestri di persona. Purtroppo -aggiunge- quando ci sono di mezzo gli Stati Uniti, per la ‘ragion di Stato’ non si va mai a fondo in vicende come questa”. La carriera in Polizia di Nicola Calipari era iniziata nel 1979 alla questura di Genova, e poi era proseguita su richiesta dell’allora questore di Cosenza Umberto Improta alla Squadra mobile della citta’ calabrese. Prima del trasferimento al Sismi Nicola Calipari aveva lavorato alla Questura di Roma, in un primo momento alla sezione narcotici e poi come vice capo della Squadra Mobile. Successivamente Calipari era stato impegnato nella Criminalpol, allo Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato e all’ufficio immigrazione del ministero dell’Interno. Nell’agosto del 2002 il passaggio al Sismi.