Cosenza, Santuario Madonna della Armi: “dopo il furto urgono interventi sulla sicurezza”

SANTUARIO-MADONNA-ARMITutela e valorizzazione dell’inestimabile patrimonio artistico-culturale religioso calabrese. Il Governo regionale intervenga subito mettendo in campo azioni incisive per garantire sicurezza al Santuario della Madonna delle Armi. Il recente furto della corona d’oro della sacra effige mariana, avvenuto nei giorni scorsi, è l’emblema della vulnerabilità a cui è costretto da anni il capitale monumentale regionale. Se perdiamo la nostra memoria non avremo futuro. Un territorio come quello del Pollino-Sibaritide, profondamente provato dalla crisi economica e che punta sul turismo, come vettore trainante dello sviluppo, può ambire ad una ripresa solo se è messo nelle condizioni di valorizzare e promuovere le sue ricchezze storiche, uniche al mondo. A portare sui tavoli della Regione Calabria la vicenda del furto sacrilego al Santuario della Madonna delle Armi, avvenuto lo scorso mercoledì 4 marzo e sul quale sono tuttora in corso le indagini da parte delle Forze dell’ordine, è il Consigliere regionale Giuseppe Graziano, solidale con la comunità Cerchiarese e con le centinaia di fedeli devoti al culto della Vergine. Il Segretario questore dell’Assemblea regionale, in merito alla vicenda, ha presentato un’interrogazione.

“Confido – dichiara il Consigliere della CdL – nell’operato dei Carabinieri, che in queste ore stanno indagando sul caso, affinché si possa risalire nel più breve tempo ai responsabili di tale e grave atto sacrilego, così da poter restituire alla Madonna delle Armi e al patrimonio artistico universale un arredo sacro di inestimabile valore, sia materiale che spirituale. Tale circostanza, che spero possa avere un epilogo felice, ha messo in luce le gravi carenze strutturali e la mancanza di sicurezza attorno ai beni culturali e artistici della nostra Regione. Se vogliamo riabilitare l’immagine della Calabria e rilanciare l’economia di comprensori vergini meravigliosi come quelli del Pollino e della Sibaritide, che fondano le loro speranze di sviluppo sull’attuazione di proficue politiche del turismo, è necessario contribuire fattivamente alla tutela e alla valorizzazione delle ricchezze monumentali. La Calabria – prosegue il componente dell’Ufficio di Presidenza – custodisce tesori inestimabili che paradossalmente rischiano di essere cancellati dal tempo o, peggio ancora, così come è accaduto al Santuario della Madonna delle Armi, di essere trafugati e venduti sui mercati esteri. Per bloccare sul nascere quello che nel prossimo futuro potrebbe diventare un vero e proprio saccheggio, serve una maggiore sensibilità da parte delle Istituzioni e, soprattutto, una programmazione di investimenti mirata e finalmente proficua. È sconcertante, ad esempio, che la Fondazione Santa Maria delle Armi, ente morale proprietario sin dal 1500 dell’intero complesso monumentale, non riceva da decenni nessun contributo economico dalla Regione Calabria né da altre Istituzioni. Eppure il Santuario, arroccato sulle propaggini della catena del Pollino in una delle location più affascinanti della Calabria, registra una presenza annua di circa 40mila visitatori nei soli mesi di luglio ed agosto. La circostanza, sicuramente triste, del furto della corona d’oro – conclude Graziano – pone il Governo della Regione Calabria di fronte alla esigenza di intervenire subito e senza indugio. Innanzitutto, garantendo un’adeguata dotazione finanziaria che possa permettere alla Fondazione Santa Maria delle Armi di installare gli opportuni sistemi di allarme, così da mettere in sicurezza l’inestimabile patrimonio storico, culturale e devozionale del Santuario Madonna delle Armi”.