Calabria: “le regole valgono solo per i balneatori?”

balneatori (3)Il Cna Balneatori Calabriasta cercando di capire se le regole devono essere rispettate solo dagli imprenditori balneari della Calabria o ci sono aziende private e pubbliche che sul demanio marittimo possono comportarsi come credono senza rispettare le regole a cui noi scrupolosamente dobbiamo sottostare e che, se infrangiamo, paghiamo a caro prezzo. Non è la prima volta, infatti, che evidenziamo la tolleranza zero verso la categoria che si sforza di essere in regola in tutto e per tutto nonostante le mille difficoltà legate alle pastoie burocratiche. Ma naturalmente quando ci troviamo davanti un disastro ambientale come quello che si sta verificando nella contrada Arcina del Comune di San Lorenzo, dove, per proteggere la linea ferrata in cui transitano pochissimi treni al giorno o meglio vecchie littorine a carbone degli anni sessanta, le Ferrovie dello Stato in due giorni hanno buttato sulla spiaggia (Demanio Marittimo) circa 200 massi cls, allora dobbiamo affermare che le regole non valgono per tutti e che la legge funziona con due pesi e due misure. Siamo stati sul posto ed abbiamo constatato che è stato deturpato l’ambiente in maniera selvaggia. Ora – continua- ci chiediamo come è possibile che le Ferrovie dello Stato, dopo aver rovinato tutta la costa ionica, partendo da Reggio Calabria arrivando a Melito Porto Salvo,  per costruire un doppio binario che serviva a fare la metropolitana di superfice ed invece funge da punto d’appoggio per vecchie littorine a carbone, spesso senza passeggeri, sporche e scomode, possano fare tutto ciò senza che nessuno alzi un dito. Anche se siamo consapevoli che ci troviamo dinnanzi ad un colosso come le Ferrovie dello Stato, ci appelliamo a chi di dovere affinché ponga fine a questo scempio ambientale anche considerando il fatto che alcuni imprenditori della medesima zona, con regolare domanda, esempio  Lido Il Veliero  avevano chiesto ai vari enti che tutelano la costa, una autorizzazione con allegato  progetto dove il tecnico relazionava che i massi cls venivano posizionati all’interno della propria concessione e coperti per non sconvolgere il paesaggio, a protezione della propria struttura hanno ricevuto ben altra risposta. Esattamente quebalneatori (3)sta risposta <<Nella zona della presente istanza, durante le mareggiate invernali che interessano ordinariamente il litorale in esame, la risalita delle onde raggiunge spesso l’adiacente sottopasso e pertanto la presenza della paratia di in massi di cls che è concepita per essere mantenuta stabilmente potrebbe accentuare l’azione erosiva della costa.>> << pertanto in mancanza degli  studi IDRAULICO – MARITTIMI ( moto ondoso del paraggio in esame delle onde sulla battigia in evoluzione della linea di riva previa determinazione delle direzione del trasporto, le verifiche idraulico marittime, i calcoli di dimensionamento ecc) necessari per dimostrare la fattibilità dell’intervento anche in termini di effetti della realizzazione dell’opera sul litorale circostante, per cui  questo ufficio non può esprimere alcun parere.>> Ma tutto ciò -aggiunge- vale anche per le Ferrovie dello Stato? Sono state presentate tutte le istanze e la documentazione necessaria? Noi, già da qualche anno, abbiamo deciso, insieme a tutti coloro che vogliono rimanere in Calabria a lavorare, che bisogna denunciare tutto quello che può creare problemi alla collettività. Ecco perché, secondo noi, questo scempio deve essere fermato. Ci sembra giusto che se Ferrovie dello Stato ha il diritto di proteggere il binario dove transita la littorina pensiamo che anche noi abbiamo il diritto di proteggere le nostre aziende dove diamo da mangiare ai nostri figli. Ma non finisce qui, un altro caso eclatante è accaduto a Bova Marina dove un imprenditore balneare titolare del Villaggio La Perla Jonica  che si è visto spazzare via il proprio locale dalle mareggiate, ha pensato, come Ferrovie dello Stato, di mettere in sicurezza la propria struttura durante la tempesta. Inoltre, l’imprenditore, sapendo che i blocchi di cemento erano classificati inquinanti, ha messo della pietra naturale ma non avendo l’autorizzazione è stato arrestato. Cosa accadrà con chi, all’alba, ha pensato di riempiere la spiaggia di massi in cls di dimensioni impressionanti? Anche nel territorio di Condofuri alcuni anni fa qualche imprenditore ha cercato di mettere in sicurezza la propria struttura con dei massi cls delle dimensioni uguali a quelle utilizzate dalle Ferrovie dello Stato ed è stato bloccato. In ultimo – conlude- chiediamo a chi di dovere di fare gli accertamenti del caso e capire se le Ferrovie dello Stato possono deturpare l’ambiente e il paesaggio a loro uso e consumo, ed alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria di capire cosa sta succedendo sulla spiaggia fra Marina di San Lorenzo e Melito Porto Salvo”.