Bagnara (Rc): avviati i corsi di formazione per Marinaio–Motorista

Marinaio“Riteniamo che la formazione, in genere, sia il modo più corretto e più idoneo per approcciarsi al mondo del lavoro specie in alcuni settori come quello del-la pesca. Posto che la preparazione formativa è oramai indispensabile per potere affrontare e gestire in sicurezza e professionalità le opportunità che questo settore oggi può offrire nonostante il perdurare della crisi,non sempre imputabile agli obbiettivi di salvaguardia ambientale, e la riluttanza dei giovani ad accettare un mestiere svolto un tempo per passione e che veniva tramandato da padre in figlio almeno in queste latitudini” afferma in una nota la Fai-Cisl. “La Fai Cisl reggina – prosegue- da tempo ormai è impegnata, nei suoi vari segmenti di rappresentanza, a promuovere nuove idee in nuove strategie di sviluppo socio- occupazionale che spaziano dalla campagna di ascolto nel settore della forestazione con il progetto “ Cento Comuni Per Un Progetto Comune” alla creazione e sostegno delle cooperative di produzione nelle ricche ed emarginate aree interne ricadenti ai margini e all’interno del perimetro dell’Ente Parco Aspro-montano; alle piattaforme commerciali dei piccoli settori di nicchia agro-alimentare. Al particolare quanto primordiale settore della pesca preserviamo specifiche attenzioni a tutti i livelli, che tanto hanno fruttato dal rinnovo della cassa integrazione in deroga a quello non ultimo contrattuale. E’ secondo queste logiche – aggiunge- da noi ritenute vincenti e lungimiranti che muoviamo, unitamente ai nostri sempre più numerosi associati, le nostre forze progettuali nel segno della condivisione e i nostri investimenti nel segno della solidarietà e sussidiarietà dove spesso i costi della formazione non sempre sono resi sopportabili in quelle realtà difficili e lontane dalla cara Europa; come quella della nostra provincia dove purtroppo la politica ha continuato per decenni, parimenti agli indicatori economici, a registrare ed accumulare ritardi incresciosi quanto dannosi fino ad non riuscire a spendere parte dei fondi strutturali europee che oggi rappresentano l’unica possibile risorsa a cui è possibile fare riferimento per cambiare le sorti delle aziende del restante tessuto economico del nostro territorio e di quelle che più ci stanno a cuore che appartengono ai nostri giovani disoccupati con i quali – conclude la nota- vogliamo costruire un ponte di speranza e di supporto s’è disponibili ad entrare nel mondo del lavoro per conquistare diritti e dignità esistenziale”.