A3, Ciucci: “sugli appalti siamo ostaggio delle grandi aziende”

nuova Autostrada A3 Salerno Reggio Ciucci Oliverio Morosini foto simone pizzi (62)Oggi questa azienda non ha niente a che fare con le tangenti. Siamo citati in tre paginette su 268, ma non ci sono fatti corruttivi, solo telefonate intercettate“. Cosi’ il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, in un’intervista a la Repubblica, in merito all’inchiesta “Sistema” sulle grandi opere. Dalle intercettazioni emergono fatti che riguardano anche la Palermo-Agrigento e il viadotto Scorciavacche crollato, ma Ciucci dice: “Non c’e’ alcun premio, figuriamoci se l’Anas paga un bonus ai suoi dirigenti per un chilometro di viadotto”, “il collaudo per quella parte di strada, il rilevato, non e’ richiesto. Sul resto del viadotto i carichi avevano dato esito positivo. Non si puo’ parlare di anticipo dei lavori“. Chiudere tre mesi “a volte si fa per motivi di traffico. Certo, i costruttori se finiscono prima ci guadagnano“. Comunque, sottolinea il presidente, “c’e’ stato senz’altro un errore, da attribuire alla Cmc, le cooperative rosse di Ravenna. Quel rilevato e’ tutto da rifare, serviranno 200 mila euro e saranno a carico dei costruttori. L’Anas, pero’, si e’ mossa per far si’ che un errore non diventasse una tragedia. Abbiamo chiuso la strada“. Sulla possibilita’ di tagliare fuori le aziende implicate in fatti di corruzione, Ciucci dice: “legge non lo consente. Da anni mi batto per introdurre il profilo reputazionale negli appalti: chi ha condanne per fatti corruttivi non partecipa. Niente, parlo al vento. Siamo ostaggi delle grandi aziende, e’ questa la verita’. E se seguiamo la legge, come l’Anas fa pedissequamente, ci riduciamo all’impotenza“.
Quanto al nuovo piano sugli appalti del governo, “sposo il piano Cantone e dico che noi, all’Anas, lo abbiamo introdotto da anni. Proteggiamo chi denuncia, controlliamo lettere e mail di segnalazione, anche quelle anonime. I nostri audit e i nostri bilanci passano tutti gli esami della Corte dei conti“. Quanto a Incalza “ci ho lavorato a lungo, ho fatto molte telefonate con lui: tutte pulite, a memoria. E’ stato capo missione con il ministro Lunardi e non mi ha mai fatto una pressione“, mentre Perotti, diventato direttore dei lavori della Salerno-Reggio Calabria, “appena ho letto i giornali l’ho cacciato, prima non avevo motivo“.