Vibo Valentia, operazione “uniti nella truffa”: in arresto anche figlio di un boss

La truffa contestata ammonta a centomila euro ed è stata commessa ai danni dell’Unione Europea, dello Stato e della Regione Calabria

carabinieri005Anche Romolo Tassone, di 38 anni, figlio di un boss della ‘ndrangheta, Rocco Bruno, di 69, attualmente detenuto, e’ stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine che ha portato all’applicazione di un’analogo provvedimento restrittivo a carico del sindaco di Nardodipace, Romano Loielo di 43 anni, appuntato della Guardia di finanza in aspettativa da molti anni. Tassone, come Loielo, e’ accusato di truffa aggravata. Nardodipace, centro di 1.200 abitanti nelle Serre vibonesi, e’ noto per essere il “comune piu’ povero d’Italia”, i suoi abitanti cioe’ hanno il reddito pro capite piu’ basso del Paese. 

uardia di finanzaI carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e della Stazione di Nardodipace, con il coordinamento del Comando provinciale di Vibo Valentia, hanno eseguito, complessivamente, nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto del sindaco di Nardodipace, Romano Loiero, quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 12 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica, che ha condotto l’inchiesta sfociata negli arresti sotto le direttive del Procuratore Mario Spagnuolo. La truffa contestata alle persone coinvolte nell’inchiesta ammonta a centomila euro ed e’ stata commessa ai danni dell’Unione europea, dello Stato e della Regione Calabria. Secondo l’accusa, gli indagati si sarebbero appropriati di fondi pubblici finalizzati all’organizzazione di corsi di formazione per la creazione di posti di lavoro.