Storico accordo Italia-Svizzera: ecco cosa cambia

svizzera-italiaDopo circa 40 anni cambiano i rapporti fiscali tra Italia e Svizzera. L’accordo siglato da Pier Carlo Padoan e Eveline Widmer-Schlumpf modifica la convenzione del 1976 e avvia lo scambio di informazioni tra i due Paesi. Ecco i punti principali del nuovo protocollo d’intesa. ADDIO A SEGRETO BANCARIO, SPINTA A RIENTRO CAPITALI – Lo scambio di informazioni a fini fiscali sara’ per ora solo su richiesta. Ma di fatto si pone comunque fine al segreto bancario. La Svizzera esce dalla black list per entrare nella white list. I contribuenti italiani potranno sanare le irregolarita’ pagando integralmente le imposte dovute, come prevede la legge sulla voluntary disclosure, e usufruendo di un regime sanzionatorio piu’ conveniente. La firma del Protocollo consente infatti immediatamente alle nostre autorita’ di individuare potenziali evasori italiani che detengono patrimoni in territorio svizzero. Uno stimolo alla regolarizzazione. ATTESA PER OK PARLAMENTO MA DATI DA OGGI – Il Protocollo dovra’ essere ratificato dai rispettivi Parlamenti, ma una volta ottenuto il via libera, le autorita’ fiscali italiane potranno richiedere alla Svizzera informazioni, ivi comprese “richieste di gruppo”, anche su elementi riconducibili al periodo di tempo decorrente dalla data della firma, quindi da oggi. SCAMBIO INFORMAZIONI AUTOMATICO SOLO IN 2018 – Il primo scambio automatico di informazioni avverra’ entro settembre 2018 con riferimento all’anno 2017. Se infatti l’Italia adottera’ il nuovo standard Ocse a partire dal 2017 con riferimento alle attivita’ finanziarie detenute nel 2016, la Svizzera lo fara’ a partire dal 2018, con riferimento all’annualita’ 2017. AGGIUSTAMENTO GRADUALE PER I FRONTALIERI -La questione fa parte di una road map politica in cui viene prevista la reciprocita’: anche i frontalieri svizzeri che lavorano in Italia saranno compresi nell’accordo. I lavoratori oltre confine saranno assoggettati ad imposizione sia nello Stato in cui esercitano l’attivita’, sia nello Stato di residenza. La quota spettante allo Stato del luogo di lavoro ammontera’ al massimo al 70%. Il Paese di residenza dei lavoratori applichera’ l’imposta sul reddito tenendo conto delle imposte gia’ prelevate nell’altro Stato ed eliminando l’eventuale doppia imposizione. Il carico fiscale totale dei frontalieri italiani rimarra’ inizialmente invariato e successivamente, con molta gradualita’, sara’ portato al livello di quello degli altri contribuenti. Non vi sara’ piu’ alcuna compensazione finanziaria tra i due Stati, come previsto fino ad oggi in base all’accordo del 1974. Il ristorno ai Comuni frontalieri italiani sara’ a carico dello Stato, sulla base del principio di invarianza delle risorse. CAMPIONE D’ITALIA – La road map prevede la negoziazione in tempi piu’ lunghi di un ampio accordo, non solo fiscale, che regolamenti e semplifichi i rapporti tra i due Stati relativamente all’exclave italiana. ORA TOCCA A LIECHTENSTEIN – Dopo quello con Berna, un analogo accordo in materia fiscale arrivera’ il 26 febbraio anche con il Liechtenstein.