Roccella (Rc): “avviso per la selezione di 2 avvocati cui affidare la difesa dell’Ente”

avvocato“L’Amministrazione Comunale di Roccella Jonica ha di recente licenziato l’avviso per la selezione di 2 avvocati cui affidare in convenzione la difesa dell’Ente. La scelta dei legali avverrà, come nelle due volte precedenti e come avviene in tutti i casi analoghi, mediante comparazione dei curricula e successiva scelta di carattere fiduciario. Sul punto il gruppo di opposizione ha fatto pervenire un documento nel quale si censura, come al solito, la scelta dell’Amministrazione e si propongono strade alternative. La prima è quella di non scegliere su base fiduciaria, ma di fissare alcuni criteri che misurano il merito dei partecipanti (voto di laurea, anni di iscrizione, numero di cause di difesa assunte, ecc). La seconda è quella di non procedere alla selezione dei due avvocati, ma di affidare gli incarichi di difesa a rotazione agli avvocati iscritti al Foro di Locri e possibilmente a quelli residenti a Roccella. Le strade proposte sono evidentemente in contraddizione l’una con l’altra: una esalta il merito, l’altra esalta una rotazione nella quale il merito non conta nulla. Infine si propone che a selezionare i candidati sia una commissione formata per 1/3 da personale interno e per 2/3 da personale esterno all’ente” è quanto afferma in una nota Alessandro Cianflone assessore al contenzioso del comune di Roccella Jonica. “Il tutto, ovviamente, per garantire trasparenza e oggettività della scelta. L’affidamento della difesa legale del Comune è un tema molto delicato, sul quale la legge e la giurisprudenza unanimi hanno fissato due cardini: il primo è quello della competenza ad affidare la difesa che spetta all’organo politico su istruttoria di merito svolta dagli uffici competenti. Il secondo è sul fatto che la scelta del legale cui affidare la difesa debba avvenire su base fiduciaria, previa comparazione dei curricula. Proprio come avviene da sempre a Roccella. La legge, dunque, e non una qualche velleità personale, affida alla Giunta il compito di decidere se costituirsi in giudizio e la scelta del legale cui affidare la difesa dell’Ente. E’ un dovere del Sindaco, quindi, quello di scegliere e di scegliere su base fiduciaria. Non esiste la possibilità di esperire un concorso per la difesa legale dell’ente, ovviamente tenendo conto che si tratta di una semplice “RAPPRESENTANZA IN GIUDIZIO” dell’ente e non di “SERVIZI LEGALI” che è cosa ben diversa. Ed invero -continua-  alla procedura comparativa per la scelta dell’esperto, che rimane una figura professionale esterna all’ente, non si applicano i principi e le norme in materia di pubblici concorsi e quindi la facoltà di assegnare punteggi. (Tar del Veneto sez. n. 2187/09). Il problema non è se scegliere in maniera fiduciaria, perché alternative non esistono. Il problema è di come la Giunta e il Sindaco effettuano la scelta fiduciaria. E qui le strade sono due. La prima è la strada maestra dell’ “Etica della Responsabilità”. Una strada difficile, che impone una forte disciplina ed intransigenza e che chiede di adempiere a quel dovere avendo di fronte null’altro che l’interesse della comunità amministrata. La seconda è quella della scorciatoia proposta dal gruppo Roccella Bene Comune: fissare dei criteri che ammantano la scelta di oggettività, ma che non garantiscono affatto che la scelta sia la migliore per tutelare gli interessi della collettività. Facciamo un esempio. Il criterio fondante della scelta, secondo l’opposizione, dovrebbe essere quello della esperienza, misurata con il numero di patrocini svolti a favore degli enti locali e con gli anni di iscrizione certificati dalla abilitazione alle magistrature superiori. Bene, questo criterio escluderebbe i giovani avvocati e rischia di far pendere l’ago della bilancia a favore di professionisti con enorme esperienza ma che forse non danno quella garanzia di dedizione che serve per la difesa del Comune. Il problema, quindi, non è quello di fissare criteri, ma quello di garantire scelte motivate delle quali chi governa si assume la piena responsabilità. E i cittadini sanno che abbiamo sempre agito in tal senso e così agiremo anche questa volta. Capiamo che per il gruppo Roccella Bene Comune, che fa della censura a priori delle scelte di chi amministra la trave portante della sua opposizione, la parola “Responsabilità” assume un suono non familiare, vista l’irresponsabilità del suo candidato a Sindaco che ha preso in giro gli elettori non dicendo da subito della sua incompatibilità con la carica di consigliere comunale e della sua volontà di abdicare al ruolo di rappresentante della minoranza in Consiglio. Capiamo anche l’ ossessione del gruppo di minoranza per chi ha nel passato ricoperto incarichi di governo dell’ente, che loro vorrebbero esiliare fuori Roccella e che noi consideriamo, invece, una grande ed utile risorsa per tutta la collettività. Ed a cui chiediamo giornalmente di aiutarci nella difficile azione di Governo, ricevendo sempre disponibilità e assoluta dedizione. Speriamo – conclude- che prima o poi anche i consiglieri di minoranza assumano il dovere della responsabilità della opposizione ed abbandonino le scorciatoie della invettiva, dello spargere sospetto, del complottismo sensazionalistico. Perché, dai tempi di Cappuccetto Rosso, le scorciatoie non portano lontano”.