Reggio: visita di Mons. Morosini alle Comunità Terapeutiche guidate da don Catalano

visita_morosiniUna giornata di agape fraterna, ma anche di riflessione per i ragazzi del Ce.Re.So:  guidati da Padre Giuseppe, vescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova, su   come “riprendersi la propria vita”, ragazzi e presule hanno colto l’attimo per  riflettere assieme sul loro particolare momento di vita. È stata la Parabola della Samaritana che ha spezzato una Parola di Speranza per tutti i presenti: oltre a  mons. Morosini ed i ragazzi della Comunità “Totò Polimeni”, residenziale in S. Alessio in Aspromonte, e del Centro diurno “Casa Pizzi”, a Sambatello, c’erano don Piero Catalano, presidente e co-fondatore del Centro Reggino di Solidarietà; Luciano Squillaci, vicepresidente, Mariangela Ambrogio, direttore, Lorenzo Diraco, direttore terapeutico, e tutti gli operatori delle strutture. Il Ce.Re.So., da oltre 20 anni, si occupa di dipendenze patologiche e negli ultimi anni si è specializzato nella cura del gioco d’azzardo patologico. Proprio rispetto a questi aspetti, mons. Morosini ha invitato i ragazzi a vivere una vita autentica, senza imitare gli altri e fare delle scelte coraggiose anche se spesso controcorrente. « Non è la prima volta che Padre Giuseppe – afferma don Piero Catalano – entra nelle case del Ce.Re.So.: ogni volta che varca quel portone lo fa con l’umiltà dell’uomo che non è venuto a “dire” qualcosa, ma a “stare” come Maria sotto la croce del Figlio. Il Vescovo “sta” con il Ce.Re.So. ed incoraggia le nostre azioni con orecchio attento alle nostre richieste ed occhio vigile rispetto a tutto quello che facciamo ». Tante storie, volti e paure di giovani e meno giovani schiacciati dalle loro sofferenze. Il Vescovo ha invitato i ragazzi ad andare avanti fidandosi dei loro talenti e mettendo sempre al centro la loro vita. Con sobrietà la giornata è trascorsa in un clima familiare dove tutto il Ce.Re.So. è stato “coccolato” da Padre Giuseppe, da sempre vicino a queste realtà di aiuto verso i “poveri” di oggi. Certamente il dialogo con l’Arcivescovo è stato partecipato ed emozionante per gli oltre trenta ragazzi che oggi vivono queste realtà di disagio. Ciascuno dei presenti ha riflettuto sulle scelte che ogni giorno è chiamato a fare. Scelte che spesso diventano percorsi pericolosi; per questo mantenere centrale la presenza del Cristo Risorto aiuta a non perdersi per le vie tenebrose che spesso si è costretti a percorrere. Questo incontro certamente alimenterà il rapporto filiale del Ce.Re.So., dei suoi operatori e volontari  e dei suoi ragazzi con la Chiesa reggina. « Un rapporto di comunione totale – conclude don Piero Catalano – che in questi lunghi 20 anni ci ha visti sempre sostenuti e incoraggiati dalla nostra Diocesi che ci ha accompagnato con amore di Madre premurosa, consolando, nello spirito mariano, e lenendo le ferite che quotidianamente ci ritroviamo a dover medicare con animo di gratuità ».