Reggio: lettera aperta al Ministro dell’agricoltura Martina

AgricolturaLettera aperta dell’assessore provinciale dell’agricoltura Rao al Ministro Martina:

Benvenuto Ministro Maurizio Martina,

nella città di Rosarno, la mia casa, la mia sede professionale, la mia spina nel fianco. Perché, chiamato a rappresentare le vicissitudini del territorio, nelle vesti di Assessore all’Agricoltura della Provincia di Reggio Calabria, ho capito quanto sia debole ed indifeso il tessuto sociale ed economico, quanto sia incapace e superficiale l’assetto istituzionale, quanto siano sprecate e vane le potenzialità della nostra straordinaria agricoltura. Allora, ho scelto di lottare, con tutte le mie forze, per rappresentare con coraggio e senza ipocrisia le istanze dell’agricoltura e degli agricoltori che hanno fatto la storia di Rosarno e della Piana. Quell’agricoltura che, diciamolo con franchezza, è forse oramai già morta nella indifferenza di tutti. Lavoro, legalità, diritti. I temi “caldi” su cui Lei, Ministro, è stato invitato ad esprimere un parere qualificante e sui quali attendiamo risposte concrete e tangibili che, il Ministero da Lei diretto ed il Governo che oggi rappresenta, dovrà fornire in tempi brevi. Tangibili e Celeri. Esattamente, caro Ministro. Perché, ricordo di altri predecessori sbarcare nella martoriata Rosarno e non produrre alcunché, se non l’ennesima dichiarazione d’intenti, dissoltasi in una nuvola di fumo. LAgricoltura marcisce. Sì. Essa vive, da moltissimo tempo, una situazione d’affanno su cui grava una penuria di analisi concrete e l’incapacità gestionale a tutti i livelli istituzionali. Un “mea culpa” che non può certo risparmiare Ministri e Ministeri. La vicinanza “fisica” del Governo onora e rincuora. Ma è la capacità di tendere una mano all’Agricoltura in ginocchio che segna il passo della svolta e trasforma un “giro di giostra” in un “viaggio” straordinario. Quello cui guardiamo, pensando alle potenzialità dell’Expo ed all’avvio della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. Non c’è rispetto del lavoro se non c’è sviluppo dell’agricoltura. L’ho detto più volte, le condizioni di degrado e di vivibilità degli immigrati sono strettamente collegate alle dinamiche di sviluppo di tale comparto. La tragedia di Lampedusa ci lascia 330 tragici spunti di riflessione. Si cerca la soluzione alla causa (immigrazione) e si occulta il vero problema (crisi agricoltura). Su questo, Ministro Martina, Le chiedo di rispondere. L’agrumicoltura della Piana di Rosarno è un malato agonizzante. Pensa che il comparto possa trascinarsi così per lungo tempo? Se il lavoro è un diritto costituzionalmente sancito, è un dovere del Governo fornire soluzioni efficaci e durature per garantirne le condizioni di sostenibilità? Mi auguro che, oggi, Lei possa garantire, a noi tutti, l’impegno del Governo, fattivo e responsabile, e illustri gli scenari per fronteggiare la crisi della nostra agricoltura. Andrà da sé che con il lavoro certo, la legalità trionferà e, salvaguardati, saranno i diritti di ognuno.

Signor Ministro, faccia qualcosa di vero, faccia qualcosa di diverso.                                                                   

f.to Gaetano Rao