Reggio, “Intelligence&Università”: “il Mediterraneo un punto di interrogazione per l’Italia e per l’Europa” [FOTO]

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria sede di un importante convegno sulla sicurezza nazionale

 università13Intelligence&Università – Mediterraneo, Area strategica per la sicurezza nazionale”: ecco il titolo del convengo svoltosi nella mattinata odierna presso i locali dell’Università Mediterranea, alla presenza di esperti e rappresentanti autorevoli del settore. In seguito ai saluti del Rettore dell’Università, il Professore Pasquale Catanoso, a prendere la parola sono stati, uno dopo l’altro, il dott. Bruno Valensise, Direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica; il dott. Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile per la comunicazione istituzionale del DIS, e il senatore Marco Minniti, sottosegretario di Stato e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica; a coordinare gli interventi,  il Professore di matematica per l’economia dell’Università degli Studi “Mediterranea”, Massimiliano Ferrara.

Proprio l’Università di Reggio Calabria, come dichiarato alla stampa dal Professore Ferrara, ha l’onore di essere portata all’attenzione del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza Nazionale, e proprio all’Università stamane è stato trattato un tema non caldo, caldissimo, più che mai attuale: la sicurezza nel Mediterraneo. Ma la questione della sicurezza è stata abbinata, come è apparso ovvio dato il luogo scelto per l’incontro, al mondo dell’università, la nostra Università, al cui interno già da tempo sono stati costruiti dei percorsi utili per la sicurezza: cyber security, laboratori di telecomunicazioni.

università“I ricercatori (insomma) sono impegnati – ha aggiunto il Professore Ferrarain quelle che sono le nuove sfide; il Dipartimento di Agraria, ad esempio, ha avviato una ricerca per la tutela delle risorse agroalimentari”.

“L’idea di base – interviene a questo punto il dott. Valensise, rifacendosi al mondo dell’Intelligence – è accorciare le distanze, avvicinarci il più possibile alla società civile, all’università. Per superare il gap di conoscenza che ci riguarda – prosegue il dott. Bruno Valensise – le università rappresentano un luogo privilegiato: all’interno delle università ci sono giovani che studiano, che pensano al futuro, delle eccellenze a livello accademico. È senza dubbio fecondo il poter costruire un rapporto tra il nostro mondo e l’università”.

E sulla base di questo pensiero, il dott. Valensise illustra ai presenti ciò che è l’Intelligence, come è nata e come si è sviluppata e cresciuta negli anni. La legge n.124 del 3 agosto del 2007 ha profondamente trasformato (si è appreso dal suo intervento) l’Intelligence italiana, ridisegnando l’architettura di un comparto informativo più moderno ed efficiente, chiamato a confrontarsi non solo con le altre realtà pubbliche, ma anche con la società, le imprese e i cittadini.

università4“La conoscenza dei servizi segreti – spiega Valensisederiva soprattutto dal mondo della letteratura, del cinema; nella realtà, la nostra missione è quella di ricercare ed elaborare  tutte le informazioni utili alla difesa, alla sicurezza e all’indipendenza della Repubblica, e per farlo ci basiamo su delle strategie, come la conoscenza anticipata di minacce e di opportunità, il tutto rifacendoci a degli strumenti del mestiere, come le intercettazioni, le identità di copertura, la cooperazione internazionale”.

E dopo che il dott. Paolo Scotto di Castelbianco ha illustrato nel dettaglio come si presenta il sito del Sistema di informazione per la Sicurezza della Repubblica, il senatore Minniti, che dopo essersi recato in Egitto è atterrato stamane a Reggio Calabria, ha aperto il suo intervento con queste parole: “Stiamo portando l’Intelligence, un mondo che soprattutto in passato veniva percepito come qualcosa di opaco, da cui stare lontani, nelle eccellenze italiane, nel mondo accademico, e oggi siamo qui a Reggio”.

E a Reggio il senatore Marco Minniti, che si è autodefinito la parte conservatrice dell’Intelligence, ha reso noto qualcosa di importante e di molto gratificante per il mondo universitario, per l’Università Mediterranea: “Da aprile – dice – assumeremo 30 ragazzi e ragazze delle università italiane che hanno fatto domanda, e che entreranno a fare parte delle agenzie dell’Intelligence. È la prima volta che gli assunti non provengono dal mondo dell’esercito o delle forze dell’ordine”.

minitti1“Questa Università – e Minniti lo dice riferendosi esclusivamente alla “Mediterranea” – ha la possibilità di formare e parlare ai paesi che fanno parte del complesso del Mediterraneo, oggi una delle realtà più complicate nel mondo”. E riguardo la minaccia terroristica incombente, che si affaccia proprio sul nostro mare, il senatore Minniti afferma che “il Mediterraneo oggi è un punto di interrogazione per l’Italia e per l’Europa: la minaccia del terrorismo internazionale è forte, ed è una minaccia per nulla diplomatica. Con l’Isis – continua Minnitinon si può trattare, è un tipo di terrorismo  che ha la capacità di mettere in campo un’attività propagandistica eccezionale, di fare vere e proprie campagne militari. Per la prima volta – tuona Minnitiun’organizzazione terroristica si è fatta Stato. L’Isis colpisce in modo indiscriminato ed ha raggiunto una supremazia tale che al-Qaeda in alcune occasioni le serve solo come supporto. L’I.S., come si fanno oggi chiamare questi terroristi, non ha confini nell’individuazione di un punto di vista, ma si badi bene – evidenza  – quello che hanno messo in atto non è un conflitto di religione o di civiltà, è un conflitto tra democrazia e terrorismo. L’I.S. – prosegue a spiegare il senatore – si avvale del web, di una radio, di una rivista aggiornata periodicamente. Quella dell’I.S. è una lotta contro il vero volto dell’Islam”.

E basandosi proprio su quest’ultima affermazione, il senatore Marco Minniti crede che la Libia rappresenti un grande specchio per l’Italia e per l’Europa, e noi non possiamo fare altro che rispondere a quanto succede in Libia non cadendo nella sindrome della paura, ma preparandoci “dal punto di vista militare – conclude Minnitiprevenendo le possibili minacce e prendendo atto di quella che definisco  la partita politico-diplomatica dei valori, per cui le radici dell’odio vengono giorno dopo giorno annaffiate, mentre quelle dei valori portanti dell’Europa non fanno altro che rinsecchirsi”.

“Coltiviamo i diritti e facciamo crescere i valori”, dice infine il senatore Minniti citando una famosa frase di colui che è stato un Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini: “Una democrazia risponde alle armi del terrorismo con le armi della democrazia”.

Di seguito le foto di Simone Pizzi: