Reggio: ennesimo atto minatorio ad un medico

Un medico con lo stetoscopio al collo, in una immagine di archivio.E’ con rinnovato sconcerto e preoccupazione che abbiamo appreso dagli organi di informazione dell’ennesimo atto minatorio che ha per vittima uno dei medici che opera, con scrupolo e abnegazione, nella provincia di Reggio Calabria. Nell’esprimere vicinanza, al collega del Dipartimento di Salute Mentale, Francesco Polito, così come abbiamo fatto con i tanti sanitari oggetto di questo vile gesto, vogliamo ribadire la ferma intenzione dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria di non fare il men che minimo passo indietro nel pretendere da tutti gli organi competenti che venga fatto molto di più di quanto si sta facendo sino ad oggi per difendere una categoria che è diventata il bersaglio preferito di manigoldi e delinquenti. I fatti o i numeri, purtroppo, stanno lì a confermare la nostra analisi. E’ con un senso di profonda amarezza che rammentiamo come da tempo andiamo ripetendo, in lungo e in largo, che i medici sono oggetto di una campagna mediatica ingiustificatamente negativa che crea, attorno al loro prezioso sevizio, un clima che solo eufemisticamente potremmo definire poco idilliaco. Questo contesto, pregno di tensione, non giova certo ai pazienti, prima ancora che a coloro che sono deputati a curarli. Nonostante rassicurazioni e parole di incoraggiamento giunte da più parti, la situazione del sistema sanitario calabrese rimane quella di un malato in terapia intensiva. A Melito la radiologia è bloccata da una miriade di problemi, a Locri è venuto giù un ascensore, a Polistena si rivendica il potenziamento dell’ospedale e fino all’altro giorno, i medici di base della città di Reggio Calabria erano costretti ad elemosinare i ricettari. Problematica, quest’ultima, che al momento, dopo nostra segnalazione e forte presa di posizione, pare essersi risolta. E tutto ciò mentre si attende, alla stregua dei rondinini di pascoliana memoria, la nomina del Commissario per la sanità in Calabria.

E’ doveroso, ancora volta, ricordare la situazione in cui sono costretti ad operare i camici bianchi di Reggio Calabria e provincia, una condizione al limite dell’umana sostenibilità considerato che il sistema sanitario è stato corroso da tagli ai mezzi ed alle strutture con ospedali che vengono chiusi, posti letto che vengono cancellati, con personale che viene collocato a riposo e che non viene rimpiazzato. E se ancora la prestazione sanitaria nella nostra provincia mantiene certi standard di qualità ciò è dovuto, esclusivamente, all’impegno ed all’abnegazione del personale sanitario e parasanitario.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria rinnova dunque, oggi, l’appello al Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, già da noi investito della problematica, nella sua qualità di rappresentante del Governo centrale sul territorio provinciale, affinché adotti delle misure forti e non più rinviabili per garantire la sicurezza di chi opera, in trincea, per la salute dei calabresi. Allo stesso tempo, rivolgiamo a tutte le istituzioni territorialmente competenti, Asp compresa, un accorato invito affinché, con grande senso di responsabilità, adottino tutti i provvedimenti di sua competenza per dimostrare in maniera concreta e tangibile, effettiva vicinanza a tutti i medici che, ogni giorno, sono impegnati ad offrire al paziente le cure del caso mettendo a rischio la propria incolumità. E’ necessaria, dunque, l’attenzione delle istituzioni per consentire ai medici di fare quello che hanno, da sempre, fatto: prendersi cura della salute dei cittadini. Al contempo ci rivolgiamo alle forze dell’ordine ed alla magistratura per consegnare alla giustizia i responsabili materiali dei numerosi episodi di violenza che vedono vittime, con cadenza sempre più incalzante, i medici della nostra provincia e della nostra città.

Serve più sicurezza per chi opera nella sanità e non si può più tergiversare.