Reggio, Atam sempre più nel caos. I Sindacati: “inammissibile parlare di etica e trasparenza”

ATAM_Reggio_Calabria“Le dichiarazioni dell’amministratore di ATAM S.p.a. in merito a come dovrà essere gestita in futuro la nuova azienda, rasentano, giusto per usare un eufemismo, il ridicolo”. Lo afferma in una nota  la Federazione provinciale di Reggio Calabria USB Lavoro privato.

“In un’azienda dove ancora oggi il CCNL resta uno strumento sconosciuto, dove tanti lavoratori e lavoratrici sono assunti con un contratto diverso da quello sottoscritto dall’ASSTRA, dove l’organizzazione del lavoro è regolata a discrezione, dove alla presenza di un Contratto di solidarietà di Tipo B è ancora presente lo straordinario, una pratica assolutamente proibita dalle norme in seguito sospeso solo per l’intervento del DPL di Reggio Calabria a seguito un esposto proposto dall’USB Lavoro privato, non è ammissibile arrogarsi il diritto di parlare di trasparenza e di etica. E’ inaccettabile che per tornaconti personali si possa invertire la realtà dei fatti facendo diventare una sconfitta dei lavoratori e delle lavoratrici e di chi ha sostenuto quelle scelte considerato che in 180 si erano pronunciati contro gli accordi sottoscritti, in una vittoria”.

Non è accettabile – prosegue ancora l’USB – che accordi che hanno permesso il taglio di una consistente quota del salario, insieme alle palesi illeceità di gestione, possano diventare un modello virtuoso magari da prendere ad esempio. E’ caso di dire che al peggio non c’è mai fine purtroppo. Significa, inoltre, travisare la realtà e offendere le persone dotate di un briciolo d’intelligenza. Parlare, a vanvera osiamo dire, di una nuova azienda dove ai lavoratori dovrà essere consentito di poter partecipare alle scelte e dell’adozione di un sistema valoriale da correlare con comportamenti individuali e collettivi allo scopo di fidelizzare i dipendenti, mentre si nega il diritto alla rappresentanza al 15% delle lavoratici e dei lavoratori solo perché iscritti all’USB lavoro privato, dimostra che c’è ancora qualcuno che pensa, dall’alto della sua appartenenza a una borghesia provinciale, di condizionare le persone non con comportamenti virtuosi conseguenti alle enunciazioni, ma solo con parole vuote allo scopo di fare apparire chi ancora difende, ostinatamente e con la consapevolezza delle proprie ragioni, i diritti di uomini e donne, è caso dell’USB, l’elemento distorcente della politica concertativa che tanti danni ha prodotto in ATAM”.

Un ruolo, quello che ci conferite, che ci soddisfa e ci gratifica. Forse l’amministratore ha scordato cosa chiedevamo come USB senza tuttavia avere risposte e trovando una ferrea opposizione che fino ad oggi a prodotto solo conflitto e giornate di sciopero pagato anche dai cittadini ai quali, volutamente, è stato negato il diritto alla mobilità. Sono le stesse cose, in parte, che l’amministratore auspica e cioè: regole, trasparenza, applicazione corretta delle leggi e dei contratti e partecipazione democratica. E’ deprecabile ritenere titolo di vanto aver recuperato 1,9 milioni di euro tagliano il salario ai dipendenti e, da come sembra, avendo truffato il Ministero del lavoro con l’attivazione di un Contratto di solidarietà sottoscritto sul presupposto di esuberi inesistenti visto il quotidiano, ricorso allo straordinario per garantire le attività aziendali. Ci stupiscono, inoltre, le dichiarazioni di compiacimento in merito a quest’ultimo punto del sindaco Falcomatà al quale suggeriamo, laicamente, un altro modello organizzativo utile a sanare nel brevissimo tempo il debito aziendale come insegna il suo PdCM Renzi. Uno strumento semplice non condizionabile da nessun evento esterno, basterebbe chiedere ai dipendenti di rinunciare per due anni allo stipendio, ai fornitori di beni e servizi di fare la stessa cosa e così le scelte dell’amministratore porteranno ad un pieno successo. In sostanza replicare il modello Expò anche in Calabria, in fondo nella nostra sfortunata regione ritornare a essere sudditi non sarebbe in fondo così traumatico. Siamo già abituati, concludono”.