Pesca, maxi-operazione “Labyrinth”: tante irregolarità a Reggio, sequestri e denunce

guardia costiera sequestro pesceNei mesi di dicembre e gennaio, l’intera regione Calabria è stata interessata dall’operazione complessa denominata “Labyrinth”, coordinata dal Reparto Operativo della Direzione Marittima – Guardia Costiera – di Reggio Calabria, finalizzata alla verifica del rispetto delle varie normative comunitarie ed italiane che riguardano l’intera filiera pesca. L’operazione– coordinata secondo le direttive emanate a livello nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – si è svolta a partire dai primi giorni di dicembre 2014 e si è intensificata proprio in prossimità del periodo natalizio, in corrispondenza del quale aumenta la vendita ed il consumo delle specie ittiche, coinvolgendo 758 militari, appartenenti alle Capitanerie di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro ed ai rispettivi uffici marittimi dipendenti.
L’operazione è stata preceduta a livello di Compartimento Marittimo da varie riunioni di coordinamento con le altre Forze di Polizia impegnate nel settore svolte e con i servizi veterinari delle ASP competenti, nonché da mirate riunioni con gli operatori e le associazioni di settore finalizzate alla sensibilizzazione sul rispetto della legalità quale bene comune nei confronti della collettività nazionale. L’attività di controllo, svolta con ausilio di mezzi navali e terrestri, impiegati in operazioni sia diurne che notturne, secondo l’ormai collaudato sistema di pattuglie operanti congiuntamente sia via mare che via terra, si è preliminarmente concentrata sulla parte iniziale della filiera, svolgendo controlli ai punti di sbarco che hanno permesso di ispezionare visivamente il pescato presente a bordo, di controllare la regolare tenuta della documentazione prevista dalle norme che regolano la pesca professionale, nonché il lavoro marittimo e la sicurezza della navigazione con conseguente elevazione di verbali amministrativi che regolano anche queste materie.

guardia costiera sequestro pesce2Le verifiche si sono, poi, concentrate sulla successiva fase della filiera, quella del trasporto del prodotto. Si è, pertanto, proceduto ad effettuare controlli su strada, specie nei giorni che hanno preceduto le festività natalizie, operando congiuntamente con altre Forze di Polizia (Carabinieri, Polizia Stradale, ecc.) ed accertando numerosi illeciti amministrativi per violazione delle specifiche norme di settore che numericamente hanno rappresentato la parte più rilevante dell’intera attività di controllo dell’operazione in argomento. Di seguito, l’attenzione si è spostata sulla parte finale della filiera che conduce il pescato dal venditore al consumatore con numerosi controlli a varie realtà commerciali quali ristoranti, pescherie, supermercati, centri di distribuzione che hanno permesso di rilevare un sostanziale rispetto della normativa di settore, soprattutto quella relativa alle informazioni obbligatorie da rendere al consumatore finale.
Infine, non è stata tralasciata l’attività di repressione di fenomeni tipici del territorio di giurisdizione quali la pesca di specie sottomisura con particolare riferimento al novellame di sarda o al pescespada, l’attività di pesca realizzata da diportisti con attrezzi non consentiti, nonchè l’endemica attività di commercializzazione su strada di specie ittiche da parte di ambulanti abusivi in violazione delle normative sia sulla tracciabilità che igienico-sanitarie.

Nel dettaglio l’attività di polizia marittima svolta nella sola zona di competenza del Compartimento Marittimo di Reggio Calabria ha condotto al:

  • sequestro di circa 4000 kg di prodotto ittico a carico di ambulanti non autorizzati, per la messa in commercio di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione, presso i mercati rionali;
  • sequestro di circa 2100 kg di prodotto alimentare, di vario genere, a carico di un esercente commerciale di Reggio Calabria, per cattivo stato di conservazione;
  • sequestro di 4 attrezzi da pesca, rinvenuti a mare, non regolarmente segnalati, con relativo pescato, tra cui un esemplare di tonno rosso e 4 esemplari di pesce spada tutti allo stato giovanile. Il prodotto è stato donato alle associazioni caritatevoli locali;
  • denuncia per frode in commercio e alla redazione di 11 sanzioni amministrative per un totale di circa 15000 euro a carico di pescherie locali, per errata esposizione delle informazioni utili al consumatore e assenza di documentazione attestante la provenienza dei prodotti;
  •  denuncia di 2 comandanti di pescherecci per aver navigato oltre i limiti previsti dalla propria abilitazione, mettendo a repentaglio la propria sicurezza e quella dei rispettivi equipaggi.

Complessivamente sull’intero territorio regionale sono stati redatti:

  •  N° 90 verbali di illeciti amministrativi, per un importo complessivo di oltre € 127.000 Euro con circa 810 kg di prodotti ittici sequestrati in quanto privi di documenti obbligatori di tracciabilità;
  •  N° 52 denunce penali per cattivo stato di conservazione dei prodotti alimentari, per violazioni in materia di sicurezza della navigazione, per frode in commercio e per pesca di prodotto ittico sottomisura;
  • 32 sequestri penali per un totale di oltre 1500 kg di prodotto ittico di varie specie. In particolare sono stati sequestrati un esemplare di tonno rosso allo stato giovanile, vari esemplari di pesce spada locale, datteri di mare, altre specie ittiche sottomisura;
  • 22 sequestri di vari attrezzi da pesca utilizzati illegalmente perché non consentiti ovvero utilizzati in violazione alle norme di sicurezza della navigazione ed in materia di pesca sportiva.

guardia costiera sequestro pesce3L’attività di controllo della filiera della pesca da parte di tutto il personale della Direzione Marittima, con tolleranza zero verso coloro che di fatto effettuano attività illecite ed in modo particolare verso coloro che vendono prodotti alterati dal punto di vista igienico-sanitario o non idonei al consumo umano, è una delle principali linee d’indirizzo dell’attività istituzionale del Corpo delle Capitanerie di porto.
Alla luce dei risultati raggiunti l’obiettivo di garantire la tutela del cittadino quale consumatore finale e del patrimonio ittico nazionale in generale prevenendo l’immissione sul mercato di alimenti non in regola con la normativa vigente, può dirsi compiutamente raggiunto.
Ma ancor più potranno ottenersi positivi risultati grazie alla collaborazione della collettività, invitata a prestare la massima attenzione nell’acquisto dei prodotti ittici, privilegiando quelli che rispettano le procedure di garanzia e salubrità alimentare, evitando di comprare quelli venduti illecitamente e senza garanzie per strada da ambulanti privi di qualsivoglia autorizzazioni.