Il reggino Carlo Martorano ‘conquista’ il nord Italia grazie alla Tarantella

copertinaSuccede quando l’emigrazione porta a doversi allontanare dalla propria Terra che si continuano a mantenere usi e costumi anche in luoghi diversi e spesso distanti. La tradizione si porta con se, perché fa parte del bagaglio imprescindibile di ogni uomo. Carlo Martorano, reggino, trasferitosi a Torino per motivi di lavoro, riesce così in meno di 8 anni a far innamorare il nord Italia della Tarantella Reggina, che prima del suo arrivo era quasi sconosciuta o comunque poco praticata. Per tanti anziani, dunque, è come tornare bambini, ricordando le piazze dei paesi natii, in festa a suon di Organetto, Zampogne e Tamburelli; per i giovani invece, diventa una possibilità per conoscere le tradizioni musicali di una Terra tanto difficile, quanto affascinante! Nasce la “Scuola di Organetto Carlo Martorano” che permette di coltivare una passione che parte da Torino e invade tutto il Piemonte, la Lombardia, la Valle d’Aosta e il Nord Italia intero. La Scuola, nel giro di qualche anno, “sforna” i primi suonatori nati esclusivamente nelle città settentrionali. Il suono è festa, è divulgare una tradizione, è pura cultura: questo alimenta l’interesse dei quasi 200 allievi che si susseguono nel corso degli anni. Da qui, l’idea di Carlo Martorano di promuovere e curare la nascita del primo Cd di Tarantelle Calabresi (Riggitane) interamente prodotto a Torino, che vede partecipare, allievi, provenienti dalla Calabria alla Francia, passando per la Lombardia, il Piemonte e la Valle d’Aosta. Il CD prende il nome di “OPERAZIONE TARANTELLA” per in indicare, in tal senso, un’“operazione” di riscoperta, di studio e riproposizione di una tradizione da tramandare. Il lavoro discografico riscuote un grande successo in tutto il mondo, anche grazie alla presenza di alcuni nomi noti della tradizionale musicale calabrese quali Diego Pizzimenti, Peppe Pizzimenti, Antonella Costantino, Giovanni Pizzimenti e Giovanna Scarfò che hanno contribuito a rendere esclusivo un lavoro già di alto livello; questo succede quando la Calabria vive lontano dalla Calabria stessa.