E adesso Prodi riesuma Gheddafi: “Libia nel caos per quella guerra sciagurata”

La Presse

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“La situazione e’ precipitata, ma la Libia da anni non e’ piu’ governata. Il fatto che quel paese sia la concentrazione delle partenze clandestine e’ la conferma di come risulti diviso non solo nelle regioni tradizionali ma in varie altre tribu’”. E’ l’analisi di Romano Prodi, in un’intervista pubblici oggi sui quotidiani Il Piccolo e Messaggero Veneto. “Non poteva esserci diversa conseguenza – prosegue Prodi – di una guerra sciagurata voluta sconsideratamente dalla Francia e che l’Italia ha seguito in modo folle e incomprensibile. Non avevo mai visto un paese che paga una guerra fatta contro di lui”. In un’altra dichiarazione, su Il Gazzettino, Prodi aggiunge che “l’Europa si e’ chiusa in se stessa, incapace di guardare a sud. Proposi al Consiglio europeo di creare una Banca e un’Universita’ del Mediterraneo per dare opportunita’ di cooperazione e conoscenza utili a far comprendere che le due rive di questo mare non sono mondi separati e a creare prospettive di pace: ma non fui ascoltato”. Quanto alle ripercussioni, legate all’arrivo di profughi e alle politiche per l’accoglienza, l’ex presidente della Commissione Ue indica “una politica dell’immigrazione europea attiva, a partire dagli accordi con i governi di provenienza, da un aiuto allo sviluppo, da intese sull’entrata primitiva e sulla redistribuzione tra i diversi paesi. Schengen – puntualizza – riguarda a circolazione interna all’Unione”. Commentando invece gli sviluppi della situazione ucraina, Prodi ricorda che “c’era un impegno quando cadde l’Unione Sovietica, di non portare la Nato verso quei confini. L’atto finale del mio governo nel 2008 alla riunione di Bucarest, vide l’Italia, assieme a Germania e Francia, votare contro la proposta di Bush di inserire Ucraina e Georgia nella Nato. Negli ultimi tempi l’Europa ha invece solo subito la politica americana, salvo in questi ultimissimi momenti di rinascita di una politica tedesca”. “Mi rattrista – e’ un altro passaggio delle dichiarazioni di Prodi – che al tavolo dei negoziati di pace a Minsk non fosse presente l’Ue. A quel tavolo per la prima volta la Germania esercita pienamente la sua leadership. Finora ne ha sempre tratto i vantaggi: ora scopre anche di avere degli oneri e delle responsabilita’”.