Processo trattativa Stato-mafia: “nel ’78 Paolo VI mi mostrò soldi riscatto Moro”

++ Moro: pg, gravi indizi concorso Pieczenik in omicidio ++Il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro entrano nel processo trattativa tra Stato e mafia. A parlarne è monsignor Fabio Fabbri proseguendo la sua deposizione al dibattimento in corso davanti alla Corte d’assise di Palermo. In particolare, il religioso ha ricordato quella volta in cui arrivò a Castel Gandolfo, nel 1978 “e Papa Paolo VI sollevò una coperta di ciniglia azzurra sotto la quale c’era una montagna di soldi, almeno dieci miliardi di lire in dollari che erano pronti per il riscatto di Aldo Moro”. Ha quindi ripercorso i suoi trascorsi con monsignor Cesare Curioni, ex cappellano delle carceri italiane e la sua conoscenza con un uomo dei servizi segreti, che chiama signor ‘Gino’. “Conosco Gino dai tempi del sequestro Moro, ha sempre dato buoni consigli. Mi ha sempre dimostrato di essere molto informato”. “Papa Paolo VI voleva contribuire alla liberazione di Aldo Moro e io e Curioni dovevamo occuparci di trovare il ruolo giusto per comunicare con i sequestratori”.